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Film

Watchmen

Supereroi supernevrotici in un universo a 5 minuti dall'Apocalisse

Immagina un mondo dove Batman ha l'adipe, Capitan America violenta Wonder Woman e Superman nella Fortezza della Solitudine straparla. Questo mondo è una distopia (un universo assolutamente non desiderabile) negli anni 80 dove Nixon è Presidente Usa al terzo mandato e la guerra atomica con l'Urss è tra 5 minuti di orologio. In questo mondo di schizzati alla saturazione, qualcuno ha ucciso quel nazista del Comico (in Vietnam ha fatto cose da rendere Rambo un monaco), e si appresta a eliminare o mettere fuori gioco i supereroi. Il più psicotico, Rorschach dalla maschera come l'omonimo test psicologico, indaga: gli si affiancano Gufo Notturno, che gira su un'astronave gufesca e la bella Spettro di Seta, sposata (malissimo) all'azzurro Dottor Manhattan, lo scienziato che dopo un'esposizione radioattiva è come Dio, e scazzato uguale coi terrestri. E poi c'è Ozymandias, il supereroe più intelligente della Terra, ora supermagnate con l'ossessione degli egizi. I supernevrotici alle soglie dell'Apocalisse citano i fumetti, ma non sono da fumetto: entrano in guerra, massacrano, uccidono, dicono cose terribilmente cool e non sono amati dalle masse. Sono dichiaratamente di destra, disperati e nichilisti come non s'è mai osato dire e hanno alle spalle storie orride e famiglie disfunzionali, matrimoni che si sbriciolano, tumori, carriere da vigilantes e vergogne da inferno. E sono narrativamente splendidi. Watchmen graphic novel era firmato ai testi da Alan Moore (sì, quello di Jack Lo Squartatore, V per Vendetta, Costantine...) e Dave Gibbons ai disegni. Watchmen film è opera di quel matto di Zack Snyder di 300 su sceneggiatura di David Hayter e Alex Tse. Moore odia tutte le versioni cinematografiche delle sue opere e non appare nei titoli del film, ma in realtà Snyder non l'ha tradito davvero: solo che il film è megalitico, infinito, nella prima parte molto aderente all'ironia disperatissima dell'originale (titoli di testa da brivido e una scena al cimitero con The Sound of Silence del Laureato!), poi si disintegra un po' quando cerca di spiegare come andrà all'Universo e all'Umanità (lo stesso difetto di Southland Tales di quell'altro matto di Richard Kelly, che chissà perché ce lo fa venire in mente...). Ma è sempre così: dei supereroi in fondo ci intriga la vita privata, mica la Missione con la maiuscola.

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mercoledi 14.09.09 18.53
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