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Moda

Jeans: Men in Blue

Mitico, inossidabile, eterno denim. Da tagliare, strappare, personalizzare. Come un'opera d'arte

nelle foto

1. Cardigan in lana con collo a scialle Wrangler, camicia in popeline D&G, cinque tasche in denim Datch, papillon Roda.

2. Maglia in cotone pesante Jeep, cinque tasche in denim Andy Warhol by Pepe Jeans London, coppola in tweed Hackett London, sciarpa in lana Henry Cotton’s, calze in cotone Gallo, brogues in pelle Church’s.

3. Giacca in denim Roy Rogers, cardigan in lana a coste Hollywood Milano, camicia in popeline Belmonte, pantaloni in lana Pal Zileri, cravatta DeadCoutureIcons Archive.

4. Gilet in velluto con stampa Guess, camicia in chambray Bomb Boogie, cinque tasche in denim Angel Devil, sciarpa in lana U.S. Polo Assn., brogues in pelle scamosciata Church’s.

5. Giacca e pantaloni in denim Redux Meltin’ Pot, camicia in popeline rigato John Ashfield, cardigan in lana Simbols Culture, brogues in pelle Church’s.

6. Giacca in lana rigata Gant, camicia in chambray rigato Timberland, cinque tasche in denim Parasuco Cult, papillon Roda, brogues in pelle scamosciata Church’s.

7. Pull in cachemire Diesel Denim Gallery, camicia in popeline Belmonte, cinque tasche in denim Diesel, cappello in tweed Hackett London, papillon Roda, brogues in pelle scamosciata Church’s.


8. Giacca in fresco di lana gessata Bikkembergs, cardigan in lana Sasch, camicia in twill Ck-Calvin Klein, cinque tasche in denim Timberland, cravatta in seta Brooksfield, rosa in seta e cintura in pelle DeadCoutureIcons Archive.



Il denim. Tessuto ribelle per eccellenza. Nato nell’800 come tela da utilizzare per gli abiti dei minatori, nella sua forma più nota, il cinque tasche (più comunemente, jeans), è diventato il capo culto di ogni moda giovanile: dai figli dei fiori ai teddy boys, dai punk ai preppy fino ad arrivare su tutte le passerelle. Il denim oggi torna a essere come la tela di un pittore, da decorare, tagliare, strappare, candeggiare, customizzare. Ognuno può essere l’artista del suo jeans e portare la propria arte addosso. Avevamo voglia di realizzare un servizio moda non canonico su un tema vagamente abusato e, proprio pensando all’arte, abbiamo coinvolto una giovane e schiva illustratrice francese piena di talento: Sandrine Pagnoux. Le sue immagini sono una sorta di graffiti neo-gotici: macchie, colori, elementi di decoro e una ripetitività del soggetto che porta alla mente Andy Warhol. E quale modo migliore di approcciare un gusto così “dark” se non con una moda all’esatto opposto, raffinata, elegante e dandy? Il sorprendente risultato è nelle pagine che seguono: elaborazioni foto-pittoriche alla Jean-Michel Basquiat, di forte impatto, con arte e moda in perfetta fusione. Come disse Oscar Wilde: «O si è un’opera d’arte o la si indossa...».
Filippo L.M. Biraghi


Editoriale
Via di qua C’è un tempo per tutto. Il vissuto che ciascuno di noi porta con sé è la nostra storia. Le nostre origini, le radici, gli accadimenti e le decisioni che hanno scandito la vita sono la base per il futuro e conducono a destini diversi. C’è stato un tempo per il divertimento e uno per la sregolatezza, uno nel quale abbiamo raggiunto affrettate conclusioni su noi stessi, e, finalmente, quello in cui si capisce che non si smette mai di crescere, tantomeno di imparare. Una cara amica mi disse che quando si comprende come gira il fumo è già tardi. «È il mistero della vita. Ed è anche il suo bello». Così può succedere che dopo una vita dedicata alla ricerca della “perfezione”, come succede a chi, come me, lavora in un settore fatto di apparenza e consumismo, possa desiderare una svolta estremista. Lontano dalla città, distante dai sorrisi forzati, estranea alle logiche del potere. A contatto con la natura, con la pace, ad ascoltare me stesso e il sentimento. Che faccio? Provo a resistere? Sì. Perché il mio è un bellissimo mestiere: ti fa sentire vivo, ti fa sentire che stai costruendo qualcosa. È bello il lavoro di squadra, è bello far parte di un progetto. È emozionante. Devi solo imparare a dosare l’energia e a dirottarla tutta unicamente nel canale giusto, così da non sprecarla. E tenerne altrettanta, anzi di più, intatta, da dirigere verso l’amore per la vita stessa.
Alessandro Calascibetta

Illustrazioni di Sandrine Pagnoux / Foto di Sophie Etchart / Styling di Filippo L.M. Biraghi
mercoledi 14.09.09 18.53
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