«Tenere i piedi per terra non è nel mio stile. Solo ora che sono completamente isolata nella mia scatola di follia posso davvero fare tutto quello che voglio. Per esempio, creare un mondo fantastico dove la gente viaggia senza passaporto. Oppure esibirmi su un palco con un bikini di porcellana e diventare la notizia del giorno».
Il che, nel caso di Lady Gaga accade tutte le volte che esce di casa perché, per questa ventitreenne di New York, (s)vestirsi è una faccenda molto seria. «Una specie di performance artistica che non distrae affatto da quella musicale. Comunque, quando ho indossato il famoso mantello verde di Kermit la rana, con i ranocchi che mi coprivano le tette, l’ho fatto per protestare contro chi porta ancora le pellicce. Mica perché sono scema».
Questo non lo mette in dubbio nessuno.
Stefani Joanne Angelina Germanotta è un genio della comunicazione, oltre a un fenomeno da record: è la prima cantante in 17 anni, da quando cioè esiste la classifica di Billboard, ad aver mandato al numero 1 quattro singoli di fila (Just dance, Poker Face, LoveGame e Paparazzi). Ace of base, Avril Lavigne e Alanis Morissette si erano fermati a tre.
«All’inizio i discografici sostenevano che il mio cd non fosse abbastanza pop. È troppo elettronico... non funzionerà, si lamentavano. Io ero certa che fosse quanto di più nuovo la gente aveva mai ascoltato». Tre milioni di persone le hanno dato ragione acquistando The Fame, che ha prodotto anche 20 milioni di download dei vari singoli. Così, nel giro di neanche un anno, la Interscope si è cosparsa il capo di cenere e ora pubblica The Fame Monster, versione deluxe del primo album con otto canzoni inedite (e perfino una sua ciocca di capelli in regalo).
«Ogni canzone rappresenta tutti i demoni che ho affrontato. Quando sono diventata famosa mi sono resa conto che avevo il terrore della morte, dell’alcol, delle droghe, della solitudine e della verità. Così ci ho scritto sopra un disco». Che ha pure un duetto con Beyoncé (Telephone) e Speechless, la ballata dedicata al padre: «Per 15 anni ha avuto problemi cardiaci, ma se n’è sempre fregato. Quel che sarà sarà, diceva. Quando ho scritto questo brano ero pronta a perderlo perché si stava sottoponendo a un’operazione a cuore aperto. Ora sta bene e ai miei fan tormentati dico: ricordatevi che la vita ci dà solo un set di genitori. Amateli».
Telefilm: questa è parola d'ordine di ogni palinsesto televisivo. Almeno un paio di serie tv al giorno devono esserci. La moda del momento è quella di affidare gli spot che ne preannunciano l'arrivo ai cantanti, emergenti o affermati, poco importa. Un fenomeno partito dall'America e declinato in
Gia che c?era, non ha tenuto il segreto: «Sono bisessuale, la mia è un?anima gay in un corpo di donna». D?altronde, con quella vocina, non poteva fare altro che alzare il volume: del gossip, delle indiscrezioni intorno a lei. Missione riuscita: è uno dei personaggi più chiacchierati grazie a un cd