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Lady Gaga. « Sono una bugia vivente»

Intervista a Lady Gaga, genio della comunicazione e fenomeno da record. La nuova regina del pop si racconta

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Lady Gaga è una brava ragazza italo-americana con origini palermitane cresciuta a spaghetti all’olio e torte di mele. I suoi hanno fatto fortuna con Internet e, abitando nell’Upper West Side di Manhattan, l’hanno mandata al Convento del Sacro Cuore, la stessa scuola frequentata da Caroline Kennedy e Paris e Nicky Hilton. «Le suore mi hanno costretto a reprimermi per troppo tempo mentre i compagni mi prendevano in giro perché ero un tipo originale. Quando ho scoperto la musica e l’arte è stata una liberazione». A quattro anni già suonava il piano, a 14 la madre la portava nei locali a esibirsi: «Nei jazz bar, mica nei sex club. Diceva: “Mia figlia è molto giovane ma ha grande talento. È minorenne, quindi mi siedo accanto a lei mentre suona”. Così ci lasciavano fare».

Ha 17 anni quando si iscrive alla Tisch School of the Arts, ma a 20 la abbandona perché la Def Jam le propone il primo contratto a Los Angeles: autrice per Pussycat Dolls, Fergie, New Kids on the Block, Britney Spears. Dopo sei mesi torna a New York e per nome d’arte sceglie Lady Gaga, da Radio Ga Ga dei Queen.
Riprende a frequentare i club, diventa una ballerina burlesque: «Una volta è arrivato un gruppo di ragazzetti e hanno cominciato a fare un can can infernale. A quel punto mi sono spogliata e ho suonato il piano in slip. È calato il silenzio. È stata la prima performance originale della mia carriera. L’altra l’ho fatta agli Mtv Video Music Awards: potente come un’opera di Botticelli»: si è presentata sul palco con un body color carne e una delle solite maschere con le piume sugli occhi e, al primo ritornello di Paparazzi, si è fatta esplodere addosso una fialetta di sangue finto. Che si è spalmata sulla faccia e sul corpo mentre continuava a cantare. «Cercavo qualcosa per rappresentare la morte della celebrità, la fine delle bionde che idolatriamo. È stato come mettere in scena un dipinto di Marilyn con una bottiglia di pillole in mano».

Tra i suoi idoli elenca artisti (Piet Mondrian e Warhol), cantanti (Bowie), un fotografo (Lachapelle), poi cita a vanvera scrittori (Hemingway e Rainer Maria Rilke) e perfino Stanislavski, l’attore e inventore del celebre metodo di recitazione realistico. «Dicono che tutto sia già stato fatto, ma io credo che il trucco per inventarsi qualcosa di nuovo sia mettere insieme cose a cui altri non hanno ancora pensato». Tipo andarsene in giro perennemente in mutande, ma con gli stivali alti fino all’inguine oppure cambiare parrucca come si cambiano i calzini. O, ancora, lasciarsi seppellire sotto una montagna di Hello Kitty per celebrare i 35 anni della gattina giapponese. Oppure indossare un vestito fatto solo di bolle di sapone o una toga di post it rossi e pizzo in gran quantità per fasciarsi il volto in un burqa integrale di merletti trasparenti. Cose così, che hanno fatto dire a Madonna: «Quando l’ho vista per la prima volta mi sono riconosciuta in lei. È impavida e divertente e quando parla al pubblico suona intelligente». Non a caso sua figlia Lourdes impazzisce per Lady Gaga. L’avrà convinta lei a partecipare al Saturday Night Show, il programma tv in cui le due icone si sono azzuffate ad arte davanti alle telecamere e il mondo ha scoperto che Lady Gaga è più bassa della Material Mum?

«Siamo entrambe italo-americane, abbiamo fatto la gavetta a New York e siamo diventate famose tingendoci i capelli di biondo», riflette l’ex brutto anatroccolo che ora si nasconde dietro assurdi costumi con le imbottiture da Goldrake sulle spalle. Le hanno perfino dato dell’ermafrodita dopo un pacco sospetto nelle mutandine esibito al festival di Glastonbury. Lei, naturalmente, ha negato ma non si è offesa neanche un po’ quando i suoi genitali sono diventati l’oggetto di una speculazione globale. «Sono bisessuale», ha sempre dichiarato. Ora filosofeggia: «Tutti si chiedono chi sia Lady Gaga. Voi pensate che io sia un bluff. Avete ragione, io sono una bugia vivente e ogni giorno mi uccido per sembrare reale».

Ilaria Bellantoni
mercoledi 14.09.09 18.53
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