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Home > Hot > Cinema > Codice Genesi: 3 domande a Denzel Washington

intervista

Codice Genesi: 3 domande a Denzel Washington

Il suo Eli, post Apocalisse, deve salvare l'ultima Bibbia esistente. «Mi sono preparato facendo boxe e rileggendo 2 volte quel libro»

Denzel Washington, in Codice Genesi sfoggi un'atleticità mai vista prima d'ora! Ti esibisci in feroci battaglie a colpi di lama e coltelli, degne di un vero e proprio samurai action movie hero. Hai 55 anni appena compiuti e sei perfetto, soprattutto per questo ruolo che è fisicamente molto intenso. Come ti mantieni in forma?

(Ride) Ehi! Fisicamente me la cavo ancora bene, vero?!? C'è un detto che dice: "vecchio abbastanza per essere saggio, ma giovane a sufficienza per andare avanti”. Diciamo che è un pò il mio motto. Oltre al fatto che ho sempre fatto arti marziali sin da piccolo, mi sono allenato 6 giorni alla settimana e ultimamente faccio parecchia box. Il problema per me comincia quando passo in sala di montaggio e sono preda della mia addiction: fast food, che adoro. Ad ogni film, ingrasso sempre di almeno 20 chili.

Hai dichiarato che uno dei motivi che ti ha spinto ad accettare questo ruolo è stata la Bibbia: non a caso, il nome del tuo personaggio, Eli, è anche una variante del nome di Dio in aramaico...

Si, anche se il principio della cristianità non è l'elemento principale di questo film. Avevo già letto la Bibbia e adesso l'ho riletta altre 2 volte: una volta finiti gli ultimi quattro libri che mi rimangono, ricomincerò da capo. La Bibbia, oltre che ad incarnare le parole di Dio, rappresenta la nostra storia, e quando la leggi ti rendi conto che ti può aiutare nella vita, anche ai giorni nostri. Per me è la lettura più importante che della mia crescita come uomo, padre, marito e adesso anche come attore.

Nonostante il cachet di 20 milioni di dollari a film, due Oscar e la dichiarazione di Obama che vorrebbe te per interpretarlo, in un eventuale film sulla sua vita, resti una delle persone più umili sulla scena di Hollywood. Cosa ti fa stare con i piedi per terra?

Oltre la Bibbia, la mia famiglia, i miei figli che crescono e che hanno bisogno del mio supporto: quando erano più piccoli ero io che parlavo, adesso ho imparato ad ascoltare loro. Siamo in una fase importante, sia mia moglie Pauletta che io, ma soprattutto lei che ha dedicato la propria vita per il bene della nostra unione. Sono un tipo regolare, che ha la fortuna di fare un lavoro straordinario e per quanto riguarda una biografia di Obama....per dirla col suo libro, c'e' sempre Hope, speranza!

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Ray Drakker
mercoledi 14.09.09 18.53
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