
Compie 60 anni, il Festival di Berlino, e si festeggia alla grandissima: 20 film in concorso (la giuria è presieduta da Werner Herzog), decine di chicche nelle sezioni non competitive e "secondarie", ospiti che soffieranno sulle 60 candeline della super "torta" che si chiamano Martin Scorsese & Leonardo DiCaprio, Ewan McGregor & Pierce Brosnan, Julianne Moore & Zhang Yimou, Silvio Soldini & Ferzan Ozpetek, Jessica Alba & James Franco, etc & etc & etc... Eccovi la nostra Max-cine guide di Berlino 2010.
Shutter Island. Ovvero la terza volta di Scorsese con DiCaprio. Stavolta partono da un thriller di Dennis Lehane per riportarci al 1954: quando non era consigliabile finire in un carcere/ospedale psichiatrico, né come ospite, né come detective (e reduce di guerra) arrivato per indagare sulla misteriosa scomparsa di alcuni pazienti... Un incubo in cui finirete dal 5/3...
The Ghost Writer di Roman Polanski. Da noi è L'uomo nell'ombra, che un po' sfalsa (generalizza) il significato del thriller politicissimo di Rober Harris (Mondadori). Pierce Brosnan è un ex primo ministro inglese che somiglia tanto a Tony Blair per il fatto di essere sotto proccesso, ma che, invece di girare il mondo come pagatissimo non si sa cosa, se ne sta rintanato nel New England con la sua "corte": intanto contatta Ewan McGregor, giornalista sfigato, perché scriva le sue memorie (che firmerà lui), dopo che il candidato precedente è morto... Il New England del libro è stato filmato in Germania, perché Polanski, si sa, negli States non poteva entrarci neanche prima che gli svizzeri lo imprigionassero (e gli dessero poi gli arresti domiciliari)... Un intrigo in cui finirete dal 9/4.
Tuan Yuan di Wang Quan'an. Con Il matrimonio di Tula, il regista cinese ha vinto l'Orso d'oro nel 2007 e in premio ha avuto, quest'anno, l'apertura. Il film racconta di una coppia che la storia cinese ha prima unito e poi separato per decenni, e che adesso rimette insieme: lui, soldato, era finito a Taiwan.
The Killer Inside Medi Michael Winterbottom. Il cast è super: Casey Affleck, Jessica Alba, Kate Hudson. Alla base c'è un racconto noirissimo del noirissimo Jim Thompson. Lo stakanovista Winterbottom stavolta è volato in Texas (l'avevamo lasciato a Genova, ricordate?) per riconfermarci che c'è del marcio nei poliziotti: chi va col peccatore psicopatico, diventa un poliziotto psicopatico. E così violento che il film ha subito fatto scoppiare la polemica per quello che Affleck fa alla Alba sotto i nostri occhi...
Howl di Rob Epstein. Il regista che, prima di Gus Van Sant, racconto Harvey Milk, stavolta si butta sulla Beat Gneration e i suoi cantori, con James Franco che fa Allen Ginsberg e lo sconosciuto Todd Rotondi alias Jack Kerouac.
Submarino di Thomas Vinterberg. Da come ce l'ha raccontato lui, Vinterberg in persona, questo è il film che farà diventare la saga di Millennium, una serie per signorine... Perversioni famigliari e violenze sociali, come da letteratura scandinava contemporanea (il romanzo, omonimo, è di Jonas T. Bengtsson), secondo il regista danese che poi è quello di Festen.
The Hunter di Rafi Pitts. Strana combinazione produttiva: un film iraniano-tedesco, con attori arabi e per location le foreste europee. Dopo il massacro della moglie, durante la campagna per le elezioni in Iran, un uomo vede la figlia di sei anni finire all'inferno, uccide due poliziotti e da cacciatore diventa la preda...
Exit Throught the Gift Shop di Banksy. Direttamente dal Sundance, è il primo film dell'artista di strada più famoso e misterioso d'America. Con lui che fa se stesso mascherato/incappucciato come sempre, circondato dagli altri sovrani della scena artistica americana obamian-contemporanea (Shepard Fairey, Space Invader) e la voce di Rhys Ifans (il narratore).
Plein Sud di Sebastien Lifshitz. Con la neo diva francese Lea Seydoux (era la giovane Shosanna all'inizio di Bastardi senza gloria), il road movie verso la Spagna di due uomini e una donna chiusi in macchina: uno guida, gli altri , fratello e sorella, stanno seduti dietro. La sorella è sexissima e ama fare sesso con gli uomini: idem il fratello.
Greenberg di Noah Baumbach, The Kids Are all Right di Lisa Cholodenko e Please Give di Nicole Holofcener. Tre tipici esempi di indie american cinema, indipendenti americani contemporanei, raccontano il primo di un un new yorker (Ben Stiller) a L.A., il secondo di inseminazione artificiale (con Mark Ruffalo, Julianne Moore, Annette Bening), il terzo di normali lotte condominiali newyorchesi. Occhio, nei primi due, a due nuove bionde, giovanissime, hollywoodiane: Greta Gervig e Mia Wasikowska (Alice in Wonderland di Tim Burton), tutt'altro che vamp, sono le star di oggi e domani. Il terzo film è un all indie stars: Catherine Keener, Rebecca Hall, Oliver Platt.
Sex & Drugs & Rock & Roll di Mat Whitecross. Il documentarista che ha co-firmato con l'onnipresente Michael Winterbottom Road to Guantanamo e The Shock Doctrine (tratto dal libro di Naomi Klein era stato presentato a Berlino 2009), stavolta si concentra su Ian Dury, icona e fondatore del punk inglese (da abambino aveva avuto la poliomelite) interpretata da Andy Serkis (l'uomo che fu il Gollum e lo risarà nei due The Hobbit).
Initiation di Peter Kern. Per la serie scandali annunciati, questo film austriaco racconta della relazione tra una donna di ottant'anni e un 16enne. Aggiungete Amphetamine dell'hongkonghino Skud, e i docu a sfondo gay/trans Beautiful Darling, Waste Land, Making the Boys.
Jud Suess. Film Ohne Gewissen di Oskar Roehler. Dalla Germania e dall'Austria arriva il film su Ferdinand Marian, l'attore che ebbe la chance di diventare una star nel 1940, con Jus l'ebreo. Ascesa e caduta di una star, non hollywoodiana ma nazista: Jus è il film più biecamente e orribilmente antisemita della Storia.
I'm Here di Spike Jonze. Un corto di 30' su un ragazzo che lavora in una bibblioteca, a L. A: un giorno decide di cambiare vita, scoprendo un'altra vita. Ma forse non è neppure un esere umano, il ragazzo innamorato... Gioiello della sezione Generation, dove c'è anche Youth in Revolt di Miguel Arteta con il nuovo nerd idol Michael Cera (il papà del bambino, in Juno) e Portia Doubleday.
Bananas! di Fredrik Gertten. Documentario sulla lotta tra i raccoglitori di babane nicaraguensi e la multinazionale Doole Food (la dominatirce del mercato per quanto riguarda frutta e verdura), per un pesticida vietato. È presentato nella sezione Culinary Cinemas (c'è anche Io sono l'amore di Luca Guadagnino): alla fine di ogni proiezione al pubblico è offerto un pasto ispirato al film, preparato da alcuni dei principali chef tedeschi.
A Woman, a Gun and a Noodle Shop di Zhan Yimou. Ovvero il remake di Blood Simple dei Coen, nella Cina di oggi. Non propriamente, come hanno scritto, il primo film comico del regista di Lanterne rosse: e Happy Times?
Metropolis di Fritz Lang. La Berlinale si festeggia in tantissimi modi, ma uno che li vale tutti è la proiezione di Metropolis di Fritz Lang: la versione integrale e restaurata verrà presentata in un gran galà il 12/2 al Friedrichsstadtpalast, con l'accompagnamento musicale dal vivo (le musiche sono anche queste quelle originali, del 1927)
Gli italiani. Eccoveli, tra film (nessuno in concorso, però) e presenze...
Mine vaganti di Ferzan Ozpetek: storia famigliar pugliese, con Riccardo Scaramarcio, Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo tutti intorno ai segreti sessual-famigliari e alle tavole imbandite da mammà.
Cosa voglio di più di Silvio Soldini: la domanda senza punto interrogativo se la pongono Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher, trentenni con famiglia precari nei sentimenti e nei bisogni sessuali. Il Breve incontro, stavolta, è in pullman...
La bocca del lupo di Pietro Marcello: vincitore al Festival di Torino è uno strano film, tra fiction e docu, in una strana Genova (zona Quarto dei Mille), con uno strano trans e uno strane ex galeotto, e uno strano mixa tra realtà colorata di oggi e documentari nel grigio dell'epoca d'oro.
Due vite per caso di Alessandro Aranodio, con l'ormai lanciatissima Isabella Ragonese: sono lei e il regista esordiente, a raccontarci il film.
Aggiungete Io sono l'amore di Luca Guadagnino, La pivellina di Tizza Covi e Rainer Frimmel, Giardini di Luce di Davide e Lucia Pepe, Come si deve (corto) di Davide Minnella, Strade liquide di Marco Bechis, L'inferno di Giuseppe di Liguoro (1911). Più la shootong star Michele Riondino e la giurata Francesca Comencini.
Vai all'intervista a Ferzan Ozpetek per Mine Vaganti
Vai all'intervista a Alessandro Aranodio regista di Due vite per caso
Vai all'intervista a Isabella Ragonese protagonista di Due vite per caso
Antonella Catena
Il 3D secondo Scorsese. Tre dimensioni praticamente in due film, uno nel primo e uno nel secondo tempo: quindi 6 dimensioni . Scorsese ha scelto la storia dell’orfano che vive nascosto in una stazione inseguito da un tutore della legge che la guerra ha reso quasi un automa: incontra un giocattolaio
L'ultima versione di Maria Antonietta nei suoi ultimi 3 giorni di vita: apertura ad alto contenuto 'tragico' e in costume per il Festival di Berlino, sarà la bellissima Diane Kruger a calcare il primo Red Carpet il 9 febbraio per inaugurare con Les adieux a la Reine di Benoit Jacquot un mega
Amnesty International ha compiuto 50 anni e anche Bob Dylan. Mezzo secolo fa per opera dell'avvocato inglese Peter Benenson nasceva l'organizzazione non governativa indipendente in difesa dei diritti umani e ad oggi conta due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi.
Gli Young the giant in America sono molto conosciuti e fanno sold out ovunque. In Italia il loro omonimo disco d’esordio sarà pubblicato solo a marzo (sul della band è già disponibile anche in versione doppio vinile) ma intanto ci ha pensato Fabio Volo ad iniziare a diffondere la loro musica nel
La sua storia sembra senza dubbi una favola. Una favola che parte da un quartiere povero di Liverpool, passa per due gravidanze in età adolescenziale e arriva sul palco di un talent show inglese e quindi al successo. Non c'è molto da romanzare nella vita di Rebecca Ferguson, sono capitati davvero