Manuale di urla. De-generazioni a confronto. Famiglia? Ristretto brodo di primordiali affetti. Ecco Italians borghesemente agitati prima dell'abuso di commedia. Genitori&figli: agitare bene prima dell'uso, dodicesimo film di Giovanni Veronesi, non è un post cinepanettone perché curva e sterza fra quadri comico tragici e riflessioni giovanili, fra (e)semplificazioni drammaturgiche e colpi al cuore, fra case/scuola/automobili/negozi/ospedali e sguardi sperduti. Con interpretazioni più classiche e spesso efficaci (nonna Piera Degli Esposti, figlia/madre Margherita Buy, figlia narrante Chaira Passarelli), anche se a tratti frenate da aloni di stereotipi, e altre di tipo funzionale (gli sfigati pseudoamanti, ma non fra loro, Elena Sofia Ricci e Max Tortora): fra attorialità più macho isteriche (i paterni sbandanti Michele Placido e Silvio Orlando, l'aspirante body-boy da GF Andrea Fachinetti) e oggetti più estranei ma godibili (la strepitante Luciana Littizzetto e il già scafato pischello Emanuele Propizio).
La scena migliore? Il crollo da sonnifero del proto razzistello di 8 anni Matteo Amata, dopato dalla sorella di 14 in vena di uscita furtiva. Quella più coraggiosa? Quella che culmina con un doppio «Sì!!!» e mette in castigo i 6 milioni d'italiani teledipendenti dal GF. Il senso del film? Il sentimento passato che affiora come cenere umana sull'acqua in cui devi pure tuffarti: figli si nasce, genitori si finisce. Veronesi ha sceneggiato il film - col sodale toscano Ugo Chiti e con Andrea Agnello -, in modo scorrevole ma ondivago, e, a parte sorda intercomunicazione e comune volgarità, c'è la recente luttuosa esperienza del regista in questa commedia sui generis, cosa che può piacere o no. Il montaggio di Marco Spoletini asseconda alcuni guizzi malinconici della regia. Ma lo sguardo della ragazza Passarelli è di quelli giusti e veri, il suo tema-scheletro del film magari fosse contenuto e forma diffusa nelle attuali depauperate superiori pubbliche… E se non si ride molto, in fondo perché si dovrebbe? Genitori/figli quanto se la ridono oggi dalle loro (nostre) parti?
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GENITORI E FIGLI: AGITARE BENE PRIMA DELL'USO regia Giovanni Veronesi interpreti Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, Michele Placido, Elena Sofia Ricci, Margherita Buy.
Maurizio di Rienzo
È sempre maschi contro femmine e viceversa. Anche in 3D. È commedia sexy mentale, un po' cinefila un po' cinofila, fra luoghi comuni, guizzi e lazzi, regista Brizzi Fausto, Com'è bello far l'amoremade in Wildside&Medusa che esce da Trieste in giù (Carrà docet nell'usato Tanti auguri brano pop
Hesher è una specie di metallaro che vive clandestinamente in edifici abbandonati e in un furgone. Tatuaggi casalinghi, temperamento abbastanza terribile, mania degli esplosivi, look da chitarrista strafatto. Hesher entra nella vita e nella casa di un bambino borghese e triste, vessato da
Il reparto celere controlla… cantava De Gregori negli anni plumbei. In questi anni a…stagno invece i celerini fanno di tutto, e oltre. Accade in ACAB (acronimo di all cops are bastards, grido/scritta made in hooligania 40 anni fa) film d’azione urbano sociale che inquadra, esibisce, colpisce,
Bella e regista : l’accoppiata è molto di moda ( dopo Kathrin Bigelow è appena scesa in campo nientemeno che Angelina Jolie) e non c’è dubbio, Nadine Labaki rientra in pieno nella categoria. Lunghi capelli scuri, curve morbide e femminili, labbra perfette (senza ritocchi),è una che colpisce al
La classe padronale va all'inferno. 2012: accade non paradossalmente né secondo rinnovata ideologia ma in modo melodrammaticamente realistico in L'industriale del veterano sempre lucido Giuliano Montaldo (Marco Pologrande tv, Sacco e Vanzetti, Giordano Bruno, I demoni di san Pietroburgo). «È un