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Mine vaganti: Ozpetek, da turco romano a turco pugliese

Dimenticato Saturno contro, Ozpetek fa il suo ritratto di famiglia in un interno leccese. Con Scamarcio & Preziosi fratelli, gay e bravissimi

Saturno pro, finalmente. Ancora dolore e riso fra tavolate e camere da letto by Ferzan, ma bando al lutto allargato e "contro” di quel film di 3 anni fa: col coralmente vissuto Mine vaganti, Ferzan Ozpetek dimentica Saturno contro e allarga la commedia del suo vitale teatro da Ostiense a mediterranea. Rinnova anche certi barocchismi, ma senza restringere i giusti affetti in familismi ristretti. Scrive, e sul set ricrea col nuovo sodale Ivan Cotroneo, un film con i fatti ignorati e i fratelli di fronte (Alessandro Preziosi&Riccardo Scamarcio: gli crediamo, bei silenzi e sguardi, bravi) quali confini meno drammatici del temuto, in un empatico borghese Salento policromo e incasinato.

Mine vaganti (fotografia piena di Maurizio Calvesi e musica sensibile di Pasquale Catalano con perlina l'inedita Sogno di Patti Strambelli Pravo, a chiudere il cerchio) ha calore e rivelazioni che partono da lontano, dalla ieratica "estranea” nonna Ilaria Occhini che apre e chiude (anzi, riavvia il motore della famiglia), inquadrata fra un antico matrimonio (la incarna muta Carolina Crescentini) e un notevole addio. Rivelazioni che toccano la generazione mediana: il figlio Ennio Fantastichini, industriale della pasta, e sua moglie Lunetta Savino, pugliese precisa precisa. Ah, lode a Fantastichini maestro di autoritaria inadeguatezza a passato/presente, e qui metronomo di lacrime e virulenza. Così strutturate le mine, fra rivelazioni sopite e inespressi incontri del figliolo prodigo Scamarcio con la imbronciata luce "esterna” della proprio bella Nicole Grimaudo, e fatti salvi la bizzarra onni-zia vogliosa-cecata Elena Sofia Ricci e i quattro iper gai incursori esibizionisti, offre come sola normalità negativa la sterile coppia Bianca Nappi-Massimiliano Gallo (ma attori ok). Certo, in cabina di regia alcuni tocchi strizzano l'occhio al cuore sacro del pubblico ozpeketiano, e pranzi, specchi e dolci fanno un po' perfetto melò. Però stavolta del romano uomo d'Istanbul apprezziamo lo…SFerzan.

Guarda il trailer

Vai all'intervista a Ferzan Ozpetek

Vai all'intervista a Ennio Fantastichini

Vai all'intervista a Bianca Nappi

Maurizio di Rienzo
mercoledi 14.09.09 18.53
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