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Home > Hot > Cinema > Oscar 2010: parla Sandra Bullock, miglior attrice protagonista

intervista

Oscar 2010: parla Sandra Bullock, miglior attrice protagonista

Era la fidanzatina d'America, molto Speed. Poi scomparve. È tornata, quarantenne e sempre amata. «Incredibile: ho vinto l'Oscar», dice

«Mi hanno definita “Double Dipper”,  come il segno zodiacale della bliancia, perché oltre a vincere il simpatico Razzie Award come peggior attrice dell'anno per All About Steve, ho vinto anche l'Oscar per The Blind Side. E pensare che, a 45 anni,  sarei in età da prepensionamento Hollywoodiano! Comunque quando mi hanno proposto The Blind Side, ispirato alla storia vera di Leigh Anne Touhy, ho capito che nonostante il mio personaggio fosse una persona reale, non avrei mai potuto essere veramente drammatica! Voglio dire: le colleghe che hanno interpretato Piaf, la Regina Elisabetta o Virginia Woolf, per fare tre esempi da Oscar, hanno tutt'altra forza drammatica. Alla fine può succedere che io faccia film comici, per potermi permettere quelli drammatici: so benissimo che per il pubblico io sono una commediante e che i miei film "leggeri" al box office funzionano sempre bene. Così "li uso" per poter anche fare The Blind Side. Che è andato bene al box office, e mi ha regalato l'Oscar: significa che la mia strategia era giusta!

Ma The Blind Side era già di suo una storia meravigliosa! Sono una donna che si prende cura di un homeless teenager, Michael Oher, che grazie alle mie cure finisce – è successo veramente così - per diventare una star del football, giocando nei Baltimore Ravens. Era una sfida che mi sentivo pronta ad accettare. Io sono cresciuta senza preconcetti: “mai giudicare un libro dalla copertina” è il mio motto. Si perde troppo tempo pensando a quali potrebbero essere le scelte migliori. I miei comici preferiti? Lucille Ball, Carol Burnett e Jerry Lewis perché fanno riflettere. Essere una donna che fa ridere è difficile, perché nessuno ci insegna a rompere gli stereotipi della classica principessa perbene. Dobbiamo impararlo da sole. Io in fondo voglio semplicemente essere una donna indipendente, e far felici i miei genitori. Però sento anche che i miei film possono influenzare le donne, non solo le attrici, più giovani di me: faccio discutere, apro porte... L'unico consiglio che mi sento di dare è: "quando andate ai party, ricordatevi di essere fresche e pronte per quando vi presentate al lavoro il giorno dopo». Poi se vinci l'Oscar e ti dicono che il tuo è uno di quelli più meritati dell'anno, come mi hai detto tu adesso, ti ringrazio: ma ricordati che ho vinto anche Golden Globe e Screen Actors Award. Woo!

Ray Draker
mercoledi 14.09.09 18.53
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