Siete in una casa nel bosco. Entra una volpe e vi dice: Il caos regna. Avete tre possibilità: 1) Siete in una fiaba. 2) Siete in un horror 3) Siete matti. La quarta possibilità è che siate in un film di Lars Von Trier. E avete appena visto un inizio di sbalorditiva stranezza/ bellezza/ lentezza, in cui una coppia fa sesso al rallentatore estremo mentre il loro bambino si arrampica su una finestra e poi si lancia nel vuoto mentre cade la neve. Musica di Haendel. Qualità da installazione artistica. Avete tre possibilità. 1) Che la scena sia simbolica (il bambino vede la Scena Primaria freudiana) 2) Che il sesso sia fatto sul serio 3) Che la madre in realtà veda benissimo cosa fa il bambino. La quarta ipotesi è che, essendo in un film di Lars Von Trier, sono vere tutte e tre le ipotesi. Poi il film diventa, nell'ordine: un horror di segnali e indizi, una psicoterapia breve deviata in stati allucinatori, un horror con aggressioni psicotiche, uno splatter intellettuale con poche, ma insostenibili mutilazioni sessuali e aggiunte di oggetti al corpo. Allo scopo di paralizzarlo. Poi libero sfogo al delirio visivo. La storia? Dopo la morte del bambino la coppia (lui psicoterapeuta e lei studiosa dei processi alle streghe) tornano in una capanna nel bosco dove lei ha cominciato a sentire certe sue paure. Attenzione: il film è davvero insostenibile a tratti, ma non cedete a chi propaganda il ridicolo della volpe che parla: è paura (comprensibilissima) fuori contesto. Se poi questo sia un film di genere, o un'indagine sul buio dell'anima sotto forma di film di genere, se il sesso maschile sia davvero quello di Dafoe e quello femminile della Gainsbourg, importa davvero poco. L'avventura è fastidiosa, attraente, pericolosa. Se sia anche un film sposta la domanda oltre le abitudini attuali...
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Antichrist regia Lars Von Trier interpreti Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg
MB
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Dove finisce un padre quando muore? Per la piccola Simone è diventato un albero. L'albero a cui parla nel giardino. Cero, mica tutti parlano con gli alberi e forse bisogna attendere determinati eventi per crescere e smettere. Magari aspettare che la natura sradichi l'alberoL'ALBERO regia Julie