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film

Amelia: un'occasione persa

All'indiana Mira Nair non riesce il colpo di conquistare hollywood: eppure avava a disposizione le carte migliori

Questo è un film sulla prima avventuriera dell'aria americana, la prima celebrity volante, la prima pre-femminista in pantaloni, giubbotto di pelle e capello cortissimo (ovvero: look maschile): Amelia Earharth (1897-1937) fu veramente la prima eroina pop-mediatica americana, fortunata abbastanza da vivere in un periodo in cui le grandi avventure erano ancora "per pochi fortunati" e il pubblico era ancora giovane, affamato ed esaltato da chi dimostrava eccellenza e unicità. Amelia combattè contro il dominio maschile nell'avaiazione (da Lindbergh in giu), ebbe molti amanti che usò a proprio vantaggio (sessuale e professionale) forse per un'originaria assenza del padre, fu la prima a sorvolare l'Atlantico, finì sulle pagine di moda, fu amica e consigliera della first lady Eleanor Roosevelt: nel 1937 decise che avrebbe tentato il giro del pianeta in aeroplano, guidando lei e con un solo cartografo maschio a bordo, e prima dell'ultima tappa scomparve, probabilmente inabbissandosi da qualche parte del Pacifico (l'aereo non è mai stato ritrovato)... Tutto questo accade anche nel film di Mira Nair (Moonson Wedding), ma non si capisce mai come, chi fa e perché: si parte dalla fine (l'ultimo decollo di Amelia), e poi si torna indietro per riandare avanti e via così, incasinando una storia che non aveva bisogno di continui salti nel tempo e nello spazio (e neppure di certe carrellate volanti con musicona, in stile La mia Africa). I costumi e la ricostruzione d'epoca sono belli: Swank è diventata fisicamente Amelia (guardate le foto dell'originale, sui titoli di coda), ma non riesce a rendere sopportabili certe battute dei dialoghi, né a introdurci all'unicità del personaggio. Sembra uno di quei film tv che passano su Hallmark.

Guarda il trailer

AMELIA regia Mira Nair, interpreti Hilary Swank, Richard Gere, Ewan McGregor.

Antonella Catena
mercoledi 14.09.09 18.53
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