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Groove Armada: che album!

In Black Light, nel loro nuovo e sesto album ci sono Brian Ferry, Will Young e tantissimi altri ancora...

I tempi cambiano. Così anche i Groove Armada hanno deciso di mutare sembianze e il loro Black Light sembra farli suonare trasformati. Per il sesto album in studio Andy Cato e Tom Findlay compiono un percorso a ritroso e si spingono anche un po’ avanti.

«Avevamo bisogno di una nuova sfida», spiegano, ammettendo che «gruppi come Friendly Fires , Klaxons,Passion Pit e Mgmt stanno producendo la dance music più entusiasmante», tanto che la coppia prende a piene mani dalle tracce musicali di questi novellini. Ma se il confronto con i novellini del rock-clubbing è stato propulsivo per il duo, tornare indietro nel tempo è diventato necessario, come chiarisce lo stesso Andy: «Quel suono ci ha spinti a riscoprire artisti come Bowie, i Fleetwood Mac e I Roxy Music».

Non a caso, in un brano c’è addirittura lo zampino di Bryan Ferry, che collabora a Shemeless, traccia che riassume bene le caratteristiche del disco. Sintetizzatori e ritmiche anni 80 in gran spolvero. Venature rock che si incastrano bene con la dance, come un po’ tutti fanno e hanno fatto negli ultimi 10 anni. Ma sia chiaro i Groove Armada non sono come gli altri. E se pure perdono un po’ del loro animo black riescono ad attraversare indenni lo spartiacque con la contemporaneità, senza spersonalizzarsi troppo.

Black Light è un album affascinante. Poesia, dance e forma canzone trovano un equilibrio fine e, stranamente per Cato e Findlay, anche un po’ ombroso. Un pizzico di chitarre in levare illuminano Time and Space e ricongiungono il tutto ai trascorsi della band, con Saint Saviour e Jess Larrabee a fare da ospiti. Perché alla fine i tempi cambiano, certo, ma il buongusto rimane.

Stefano Cuzzocrea
mercoledi 14.09.09 18.53
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