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Musica

Ritorno alla grande per i Massive Attack

I Massive Attack, considerati gli inventori del trip-hop anni 90, son tornati con un nuovo album Heligoland. Ritmo ossessivo e ipnotico con una folta schiera di partecipazioni illustri

I grandi ritorni, si sa, possono deludere. Specialmente dopo 7 anni di attesa e più di 20 di onorata e stimata carriera. Ma non capita ai Massive Attack con il loro ultimo Heligoland, in uscita il 5 febbraio. Per chi li ha amati, seguiti. Per chi li conosce e non vuole smettere di esplorare il loro (ricchissimo) mondo sonoro. In certi momenti pare un lavoro spiazzante come quando nella prima traccia che apre il disco, Pray for rain, la voce di Tunde Adibimpe (Tv on the radio) si lascia andare a un cantato quasi lieve accompagnato dagli archi. Ma attenzione, sono sempre i cupi Massive Attack e il brano torna, infatti, sulle rotte iniziali. Un ritmo ossessivo e ipnotico come loro ci hanno abituati.

Robert 3D Del Naja e Grant Daddy G Marshall sono ancora insieme, dopo voci di loro presunti scioglimenti e dichiarazioni di reali liti tra loro. Ora, secondo le loro stesse parole, il clima è più disteso, merito dei figli o dell'età. Hanno chiamato (come sono soliti fare) diversi ospiti importanti: oltre al già citato Tunde, Damon Albarn (Blur e Gorillaz), che pare abbia impiegato 5 giorni e 40 ore complessive per registrare la sua voce sulla traccia Saturday come slow. Martina Topley -Bird, prima musa ed ex compagna di Tricky, con la sua splendida voce che già aveva collaborato con il duo di Bristol. Horace Andy, altra storica conoscenza e Guy Garvey degli Elbow.

I Massive, considerati gli inventori del trip-hop anni 90, son tornati, sempre critici e sempre attenti alla realtà che ci circonda come quando al loro ultimo concerto milanese, colpiti dai racconti sulla realtà carceraria italiana, hanno fatto proiettare la frase: «Verità e giustizia per Stefano Cucchi». Si servono di validi collaboratori, hanno raccontato, che ricercano tutti gli spunti delle realtà locali dove suonano che possano interessarli, soprattutto sulla vita politica.

I tempi dell'oscurità di 100th Window sono lontani nel disegno complessivo ma ogni tanto ritornano. Sicuramente negli episodi dove compare la voce di 3D come Rush Minute e Atlas Air. Heligoland non è un bagliore improvviso, sfolgorante o peggio una nota stonata. E' la summa di certa elettronica che i Massive Attack sanno manipolare come pochi (pochissimi) altri.

Silvia Danielli
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mercoledi 14.09.09 18.53
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