
Charlotte Gainsbourg torna sulle scene musicali e il suo terzo album Irm rischia di diventare uno dei migliori lavori di questo inizio 2010. Merito, naturalmente, anche del collaboratore che si è scelta. Niente meno che Beck, il geniale musicista americano che ha scritto per lei le canzoni, facendosi interprete delle emozioni che la figlia del grande Serge e di Jane Birkin voleva esprimere.
«Non volevo che Beck scrivesse da solo delle canzoni e poi mi desse i testi e le melodie da cantare. - ha dichiarato la Gainsbourg - . Volevo essere coinvolta nel processo creativo. E così finì per scrivere tutto da zero in mia presenza. Procedeva a seconda di come reagivo e di quanto avevo da dire».
Beck è entrato in sintonia totale con la cantautrice, nonché attrice amata dal cinema indipendente, e insieme sono riusciti a produrre episodi ottimamente riusciti come ad esempio la title track.
Irm, acronimo che indica la tomografia a risonanza magnetica a cui dovette sottoporsi svariate volte Charlotte in seguito a un incidente gravissimo di due anni fa. Nella canzone viene riprodotto il suono ossessivo dei macchinari e la stessa non può che essere ipnotica e dal fascino oscuro.
Oppure, il primo singolo Heaven can wait. Forse più lieve della precedente ma comunque con il ritmo dettato da una batteria tutt'altro che allegra e accompagnato da un videoclip geniale e surreale firmato dall'acclamato regista Keith Schofield.
La Gainsbourg nel video appare totalmente a suo agio accanto a creature surreali (dinosauri dentro a vasche, ad esempio) e sembra di rivederla nella pellicola L'arte del sogno di Michel Gondry, altro regista cult.
Poi ci sono gli archi, gli arpeggi di chitarra, le percussioni africane amate già dal padre Serge, la canzone d'autore francese e la drum machine usata perfettamente. A quasi quattro anni dall'ultimo lavoro, 5:55, ecco con Irm, uscito in Italia venerdì 29 gennaio, un altro colpo ben assestato. Charlotte ha dichiarato che parlando con sua madre le ha promesso che forse prima o poi prenderà anche il coraggio di esibirsi dal vivo. E a noi non resta che sperarlo.
Silvia Danielli
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