Goliardici, irriverenti, spiritosi e cinici. Poweri, il settimo album degli Amari divide la critica ma si ascolta con gran piacere.
Gli Amari sono un gruppo friulano e fanno pop, anzi “pop sbagliato”, come lo definiscono loro stessi. Poweri è il loro settimo e ultimo album, quindi di carriera (o di gavetta, se si preferisce) ne hanno già fatta un bel po' e questo loro ultimo lavoro ha accesamente diviso la critica indie.
C’è chi li accusa di aver fatto un passo falso e di aver creato un’operazione buona solo per party patinati e chi, invece, considera Poweri la riconferma di un gruppo ormai fondamentale all’interno del sottobosco della musica “non da classifica”.
Di sicuro gli Amari non presentano il pop scontato italiano buono per trasmissioni radio e tv. Le radici di Pasta e Dariella (i nomi, o meglio i soprannomi, dei fondatori degli Amari) partono dall’hip hop (anche se ora se ne sono allontanati) a cui hanno aggiunto suoni elettronici e sincopati, molto funk e un po’ di rock.
I testi sono irriverenti, ironici, con un giusto mix di cinismo e lucidità. In una parola: goliardici. Guarda l’ultimo video di Cronaca Vera per esempio. Magari i ritornelli non rimangono in testa come Le gite fuori porta («Perché io odio le gite fuoriporta, io vengo da te per litigare») dall’album Scimmie d’Amore e le canzoni hanno bisogno di un ascolto in più. Ma ne vale la pena.