Come si combatte la crisi del mercato discografico? I Motel Connection hanno le idee chiare in materia e il loro nuovo album, H.E.R.O.I.N., ne è la prova. Il titolo completo è Human Environmental Return of Output/Input Network, celando un progetto crossmediale che fonde musica, fumetti, videogiochi, grafica e soprattutto creatività.
Il progetto parallelo di Samuel, già cantante dei Subsonica, racchiude una molteplicità di idee. Quali? Ogni brano del disco è una missione di un video-game in 3D realtime, sviluppato dalla X-plored. I protagonisti del gioco sono gli stessi Motel Connection, che nel gioco dovranno liberare la società dalle oppressioni. E c’è anche un fumetto in cui il trio è dipinto in maniera eroica dalle mani di due studenti della Scuola Internazionale di Comics di Roma, Bruno Letizia e Valerio Schiti, che lo pubblicheranno in tre episodi. Inoltre, grazie alla collaborazione con la facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Torino, la produzione e la promozione dell’album e di tutte le trovate collegate sono elaborate in base a criteri di eco design, sostenibilità ambientale, risparmio energetico e attraverso la visione sistemica (Systems Design).
Ma il flusso di input e output non si esaurisce in quattro sfaccettature. Difatti, la band ha ideato un creative network, diffondendo remix esclusivi in rete in cambio di un bizzarro corrispettivo: chiunque può scaricare i file audio dal sito ufficiale della band scambiandoli con un offerta libera, ovvero un progetto o un’azione di valore per il territorio o per la comunità in cui vive, attraverso filmati, fotografie e ogni altro tipo di idea.
E la musica? I Motel Connection, fin da quando hanno composto la colonna sonora del film Santa Maradona, hanno abituato il pubblico ad un concetto di dance coinvolgente quanto raffinato. H.E.R.O.I.N. prosegue quindi sulla stessa lunghezza d’onda, ma in maniera ancora più fine. Accantonati i suoni presi in prestito dagli anni ’80, per mano del produttore Stefano Fontana la band firma il proprio disco più denso, liberandosi a tratti anche dalle assonanze con le melodie ed il legato dei Subsonica. Ed è lo stesso Samuel a delineare la traiettoria seguita: «Volendo, è tutto riassumibile in maniera molto semplice: con Give Me A Good Reason To Wake Up i club erano un mondo che ci affascinava, un mondo di cui volevamo conoscere i segreti. Con Do I Have A Life? la dimensione del club è diventata una casa abitata, un luogo di transito che conosciamo dall’interno. Con H.E.R.O.I.N. proviamo a connettere le tappe di questo nostro percorso in un linguaggio di sintesi.»
Stefano Cuzzocrea
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