Max

RSS Twitter
themenissue

di Alessandro Calascibetta

MAXCLUB maxcasting

di Settimio Benedusi

maxgeneration

di Massimo Poggini

maxbarsport

di Raffaele Panizza

pensierieparole

di Massimo Poggini

hotlinks speciali calendari
Iscriviti
alla Newsletter di Max

Home > Hot > Musica > Björk, folletto islandese

svolte

Björk, folletto islandese

Dice che per lei essere una celebrità è come lavare i cessi. E allora meglio farlo per una buona causa

«Non mi piace essere una celebrità. È un lavoro di servizio: è come lavare i cessi, per me. Mi fa sentire una specie di schiava». Dice cose così, Björk. Questo, quando ha album da promuovere. L’ultimo, Volta, è uscito nel 2007. Nei tre anni successivi si è limitata a stare accanto a Matthew Barney, acclamato artista americano, compagno da nove anni e padre della sua Isadora, sette.
Ma la cantante islandese è in pista da quando era una bambina: era un’undicenne di talento quando mammà l’ha convinta a pubblicare il primo disco, ma a 14 già non ne voleva più sapere. Poi sono arrivati gli anni Ottanta e la ragazza di Reykjavik ha sperimentato il punk (con i Sugarcubes), fatto un figlio (Sindri), riacquistato la libertà (lasciando il di lui padre, il bassista Thor Eldon). E ha cominciato a conoscere il mondo (frequentando prima Tricky dei Massive Attack, poi Goldie).

Ha 27 anni quando pubblica il suo primo album solista (Debut) e tutti s’accorgono del folletto che se ne va in giro vestito come una creatura aliena raccontando di luoghi incantati abitati ancora da fate e spiritelli dei boschi. Quando le mostrano un abito a forma di cigno, lei se lo attorciglia al collo e si presenta agli Oscar del 2001 deponendo uova sul red carpet. «Era uno scherzo, ma nessuno l’ha capito», si difende. «La musica, per me, è un fatto. È come l’algebra», dichiara un giorno illudendosi che chiunque possa comprenderla. Infine, dedica i suoi album a diverse cause: l’indipendenza del Kosovo, del Tibet, delle isole Faroe.

Ora che il governo islandese vuole vendere Orka, il più grande produttore di energia geotermica del Paese, alla canadese Magma, Björk a 45 anni si riscopre combattente (il padre è leader sindacalista, la madre attivista).

«Non voglio che una compagnia straniera si impossessi delle nostre risorse», fa sapere mentre organizza un concerto di protesta. E conclude: «Solo quando il governo annullerà l’accordo potrò tornarmene a scrivere canzoni».

Vai al pezzo su Matthew Barney, il signor Bjork

Ilaria Bellantoni
mercoledi 14.09.09 18.53
vedi tutti