
Gli psicologi lo definirebbero schizofrenico, la gente comune semplicemente pazzo. Nel mondo dell’arte, invece, è considerato un vero e proprio genio.
Matthew Barney è famoso soprattutto per due motivi: il ciclo Creamaster e sua moglie, Björk.
Se di quest’ultima si parla molto, anche troppo, lo stesso andrebbe fatto dei suoi lavori. Ex modello, all’inizio degli anni Novanta Matthew decide di lanciarsi con successo nel mondo dell’arte.
La sua prima opera è un ciclo di cinque lungometraggi nel quale l’artista si ritrae in ruoli diversi, passando dal satiro senza sesso all’ariete insanguinato. La serie prende il nome dal muscolo che controlla l’erezione maschile, Creamaster, e unisce oniriche visioni personali a frammeni di tutte le mitologie classiche e antiche, per dare vita a una nuova bizzarra cosmologia. I suoi video diventano oggetti di culto e danno a Barney una visibilità del tutto inaspettata.
Nel 2001 incontra Björk, e alla fama di artista si aggiunge quella di “marito di”. Con lei non solo concepisce la figlia, Isadora, ma anche un’altra opera di video-arte, Drawing Restraint 9, che vede la partecipazione della cantante islandese non solo nella composizione delle musiche ma anche come protagonista assieme a Barney stesso.
Per celebrare un ventennio di produzioni che spaziano dai video alle installazioni, lo Schaulager di Basilea apre fino al 3 ottobre una personale dal titolo Prayer Sheet with the Wound and the Nail nella quale saranno visibili tutti i lavori dell’artista americano.
Vai al pezzo su Bjork, la signora Barney
Andrea Porro, foto di Michael James O'Brien
Amnesty International ha compiuto 50 anni e anche Bob Dylan. Mezzo secolo fa per opera dell'avvocato inglese Peter Benenson nasceva l'organizzazione non governativa indipendente in difesa dei diritti umani e ad oggi conta due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi.
Gli Young the giant in America sono molto conosciuti e fanno sold out ovunque. In Italia il loro omonimo disco d’esordio sarà pubblicato solo a marzo (sul della band è già disponibile anche in versione doppio vinile) ma intanto ci ha pensato Fabio Volo ad iniziare a diffondere la loro musica nel
La sua storia sembra senza dubbi una favola. Una favola che parte da un quartiere povero di Liverpool, passa per due gravidanze in età adolescenziale e arriva sul palco di un talent show inglese e quindi al successo. Non c'è molto da romanzare nella vita di Rebecca Ferguson, sono capitati davvero
From Los Angeles, California, The Doors…così iniziava Roadhouse Blues, ed era il 1970. A distanza di 42 anni si potrebbe fare lo stesso annunciando però She smell so nice, il nuovo singolo di Jim Morrison. Fa molta specie annunciare una band ormai senza più un senso, senza il leader per eccellenza,
Come stavano le colf afroamericane nel sud degli States negli anni 60? Male, la discriminazione razziale si spingeva fino alla creazione di gabinetti per la servitù non per modernizzare, ma per distinguere. Un sud di club di signore bianche con forti problemi razziali (anche nei confronti delle