Nelle intenzioni dei promotori doveva essere un normale evento a pagamento con tanto di recinzioni. Gli steccati caddero e Woodstock diventò il più grande concerto gratuito della storia. Il simbolo di un'intera generazione derivò da un geniale errore di valutazione. Tra il 15 e il 18 agosto 1969, oltre 400mila persone si riversarono nella fattoria di Max Yasgur a Bethel (New York). Sul palco artisti come Janis Joplin, Santana, Jefferson Airplane, Jimi Hendrix. Un'ondata di pace, amore e musica che sembrò spazzare via guerra, odio razziale e divisioni.
A 40 anni di distanza, sulla costa opposta, c'è chi ha deciso di far rivivere, per un giorno, lo spirito della Woodstock Nation con il West Fest. Boots Hughston, organizzatore dei primi concerti gratuiti della West Coast, sta riunendo centinaia tra musicisti, poeti, filosofi e attivisti per un grande festival, rigorosamente gratuito, che si terrà il 25 ottobre al Golden Gate Park di San Francisco. «San Francisco perché qui è iniziato tutto», spiega Boots. A partire dalla metà degli anni '50, Frisco diventò il cuore pulsante della cultura beat, poi hippie. I quartieri di North Beach e Haight Ashbury ribollivano di letteratura e musica. I princìpi istituzionali erano messi in discussione, distrutti e ridefiniti per sfociare nella purezza di due parole incredibilmente semplici: "Peace & Love". «Poi – ricorda Boots – un' estate accadde. Eravamo dappertutto».
L’utopia di un amore universale restò tale ma quei princìpi attraggono ancora molto. Tra di essi alcune delle leggende di allora: Ray Manzarek (grande assente di Woodstock), Joe McDonald, Jefferson Starship e Denny Laine sono alcuni dei grandi che il 25 ottobre suoneranno in onore della stagione dei fiori. Indiscrezioni parlano anche di Santana e perfino di Slash che nel ‘69 aveva quattro anni.
«Tutti gli artisti, così come tutte le persone che lavorano all’organizzazione, lo fanno gratis perché credono nei nostri valori», dice Boots. Greg Errico aveva 20 anni quando fece impazzire il pubblico di Woodstock con gli Sly & the Family Stone: «Ho sempre pensato che non avesse senso ricreare qualcosa che non era stato creato ma era semplicemente avvenuto. Questa volta però è diverso. L’assenza di sponsor e la gratuità sono buoni presupposti perché qualsiasi cosa possa accadere. La gente non avrà aspettative e verrà a celebrare la musica, lo spirito, la vita».
L’anniversario si aprirà con una cerimonia di Indiani americani. A seguire, oltre 40 band su tre palchi, poeti beat ed esponenti del movimento per la pace. All’interno di un "Villaggio Verde", prodotti e informazioni sull’ecologia. Ma non è tutto perché gli organizzatori sono decisi a onorare Jimi Hendrix, headliner nel 1969, con 3mila chitarristi che eseguiranno all’unisono Purple Haze per entrare nel Guinness (per partecipare clicca qui). «In totale, ci aspettiamo tra le 40 e le 100mila persone», dice Boots. E dovrebbero aver fatto bene i conti questa volta.
Il concerto sarà in streaming on line
Leonard Catacchio
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