
Elisa, presenta i suoi “gioielli”. La piccola Emma, nata da neanche un mese e Heart, il suo nuovo lavoro. Non deve essere stato facile gestire entrambe le cose. Anche perché per Heart, oltre ad aver scritto e interpretato i pezzi, ha firmato la produzione insieme al suo compagno Andrea Rigonat.
Hai imparato, fin dalla gravidanza, a diventare “multitasking”: è stata dura gestire la stanchezza e un lavoro così intenso?
No, mi sentivo serena, lucida e pragmatica, per fortuna durante la maternità mi son sentita nel classico “stato di grazia”.
Ora dai alle stampa Heart, scegliendo per titolo una parola così semplice che ritorna anche in tutti i brani. Non hai paura che ti possano dire che è un termine abusato?
Sì, me lo aspetto. Però oggi è diffusa una forma di spudoratezza per cui la gente non si fa problemi a parlare di qualunque cosa, quindi tanto vale giocare a carte scoperte e utilizzare una parola magari banale come "cuore".
Sai già che i tuoi fan ti stanno aspettando al varco. Già mesi fa scrivevano sul loro forum di incubi notturni con oggetto il tuo nuovo lavoro … Hai notato anche tu?
Sono incredibili, molto attenti, partono con elucubrazioni mentali pazzesche. Certo, si fanno parecchio sentire e se qualcosa a loro non va bene non me la fanno passare liscia. Ma mi supportano sempre, anche nei momenti in cui non sono sulla cresta dell’onda. E le loro reazioni mi stupiscono sempre.
Quindi, cosa pensi che diranno di questo nuovo lavoro?
Spero, ovviamente, di non deluderli. E credo che apprezzeranno il fatto che sia più energico del solito. Per merito (o colpa, non so) di Andrea (Rigonat ndr) c’è un fondo rockettaro più marcato, che si sentirà soprattutto dal vivo, e chi vorrà scatenarsi sarà libero di farlo.
A questo punto della tua carriera… riesci ad esprimerti meglio in inglese o in italiano?
A questo punto…sono quasi uguali. All’inizio era più facile psicologicamente scrivere in inglese. Era come un mantello sotto il quale mi sentivo più “protetta”. Ero troppo esigente e non ero mai contenta del risultato in italiano, ora invece mi sento più libera dai giudizi altrui.
Però parli ancora della tua terra in inglese nel brano Lisert, che posto è? Un luogo bellissimo (certo, sono di parte..), anche se non in senso tradizionale, giusto all’uscita dell’autostrada. Sembra un deserto di argilla, tra fabbriche abbandonate e i resti di antiche terme romane, ha un fascino ricco di mistero.
In Heart ci sono, poi, due duetti importanti: il singolo ora in radio Ti vorrei sollevare, con Giuliano Sangiorgi e Forgiveness con Antony Hegarty.
Sono nati in maniera totalmente diversa: sono amica di Giuliano da anni, per registrarlo lui è venuto a Monfalcone per un po’ di giorni. Giorni speciali durante i quali abbiamo condiviso molte emozioni e ci siamo anche divertiti parecchio. Con Antony (di Antony and the Johnsons) è stato molto diverso ma ugualmente emozionante. Abbiamo comunicato solo via mail ma è riuscito a commuovermi lo stesso e credo mi abbia regalato delle voci stupende.
Ora dovremo aspettare un bel po’ prima di riverderti calcare i palchi di tutta Italia…
No, no! Mi sono già organizzata bene e in primavera inizierò un tour di 14 date, tutte vicine (non più come in passato) con la piccola Emma sempre presente e …ovviamente una tata in aiuto.
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