
Quando si tratta di scegliere una buona colonna sonora (o forse bisognerebbe dire: "colomba sonora"), Nick The Nightfly non sbaglia un colpo. L'ultima nata tra le sue compilation (ormai più di 20!) si intitola semplicemente Buona Vita, il celebre saluto radiofonico di una delle voci più amate di RMC.
Con tre cd dedicati alle sonorità ritimiche (The sun), ma anche più intime (The moon) e contaminate (The earth) questa volta Malcolm Charlton (il suo vero nome) celebra anche un anniversario importante: 20 anni di carriera radiofonica in italia, sempre (o quasi) ai microfoni di Monte Carlo Nights.
Certo, la sua voce inconfondibile, come il suo accento (scozzese), lo hanno reso un personaggio noto al grande pubblico, ma la sua forza è quella di avere la sensibilità di un vero musicista (a breve uscirà un suo disco di inediti) e di un talent scout (è il direttore artistico del Blue Note di Milano): «Io sono un cantautore, quando sono arrivato in Italia non pensavo di fare il dj» spiega a Max «Chi ho scoperto? Forse nessuno, ma di certo ho dato visibilità ad artisti poco conosciuti, perché io cerco la buona musica, al di là di tutti i generi».
E forse è proprio per questo che, a pochissimi giorni dall'uscita, la nuova compilation è già in testa alle classifiche.
Che sia nascosto su myspace o appena nato da un'etichetta indipendente, se un brano "suona bene" Nick lo individua subito. Inutile entrare nel dettaglio di alcune "perle sonore" come quelle firmate Club des belugas o Woodstock Flowers, scelte da Nick The Nightfly per augurarci Buona Vita. Con lui, lo sappiamo, non si sbaglia.
Manuela Florio
Cosa resterà degli anni zero? Nell?ambito della black music è facile fare un nome, ovvero quello di Otis Jackson Jr. Più difficile è però ricordare tutti i suoi pseudonimi artistici: , The Beat Konducta, The Loop Digga, Yesterdays New Quintet. E a questi moniker vanno poi sommati i gruppi dei quali
La quantità di festival estivi rischia di essere inversamente proporzionale alla qualità della musica. Soprattutto nelle città che si svuotano presto e non hanno l'abitudine di pensare al tempo libero dei propri abitanti, stremati dalla solitudine e dalla calura estiva. Il è una felice eccezione.
«Non ho il piano in casa. Non mi esercito mai. Però ripasso mentalmente, ho una poderosa memoria tattile. Bisogna allontanarsi dallo strumento, abbandonare la manualità per comporre. Non è che io sia un genio. O un pazzo. Tutti gli studenti di conservatorio sanno che funziona così». Così, infatti,