
Il 2010 si preannuncia ricco di novità. E pare che anche gli LN Ripley siano al lavoro. Staccatasi dagli studi di Casasonica, si è rintanata in uno studio riaperto appositamente, alle porte di Torino, e sta instaurando alcune collaborazioni estere. Che sia nell’aria un secondo album? Sarebbe anche ora, visto e considerato che sono più di due anni che il pubblico attende un nuovo capitolo della saga aliena di Ellen (guarda il videoclip).
Il complesso esordisce con animo ludico e sperimentale per un live estemporaneo, in occasione del decennale dei Subsonica, ai quali è legata a doppia mandata sia per presenza del batterista Ninja in line-up, sia per una comunanza di ambienti.
Da lì parte un’avventura punk and bass senza pari in Italia. Il nome, serbando un’ambigua idea di femminilità e ponendosi quindi in un’ottica suggestiva di genere indefinito, prende spunto da un personaggio del film Alien, pellicola dai tratti lo-fi e dark. Il primo disco arriva quasi per gioco. Il gruppo, infatti, se pure si presenta come un quintetto rock, è dedito a riprodurre in versione live le peculiarità della dance: lo scopo è quello di fare ballare, di porsi come un dj-set. La band è concentrata sull’idea di performance.
Nessuno show è mai uguale ad uno precedente: lo studio di registrazione è solo il punto di partenza di quello che poi il complesso realizza dal vivo, mutando le proprie sembianze sonore volta per volta: «Il laboratorio ha generato una creatura che ha ora una vita propria, indipendente da quella dei suoi creatori», dichiara Ninja, che non smentisce le aspettative per un imminente nuovo album: «Non è da escludere che ci saranno delle registrazioni, ma difficilmente saranno, come per il disco precedente, una fotografia di ciò che succede sul palco, più probabilmente verranno rielaborate nella misura in cui potranno funzionare come release drum’n’bass».
Tutto si muove a tempo con l’anima della band, perpetuando l’effetto sorpresa che caratterizza ogni concerto. Come riuscire a comprendere in anticipo la loro traiettoria? Il riferimento rimane nell’ambito del clubbing, principalmente nel sound della serata torinese al Puddhu Bar, in cui spesso Ninja e Victor si trovano dietro la console.
Dimenticatevi l’incubo del ritorno dalle vacanze perché anche quest’anno a fine agosto c’è , il Festival di musica completamente gratuito che ogni anno riunisce per cinque giorni più di 40.000 persone. Nato da una idea dell’omonimo bar di Treviso, quest’anno vede la partecipazione del brand
Se i marchi commerciali sono le icone dell'epoca post-moderna, allora il creativo ne è uno dei più convinti dissacratori. Guardare i suoi "loghi all'incontrario" provoca quanto meno un effetto straniamento, visto che Graham fonde i marchi di aziende direttamente concorrenti, mettendo insieme, come
Soft-air e scorie belliche, avventura vs. incubo, sette amici devastati da una setta di reduci. At the End of the Day è thriller in azione, a tratti horrorifico, non banale, crudo e romantico, collocato in soleggiata foresta di montagna e in cave segrete grondanti eccidi (aleggiano spiriti
Davanti al cartellone le domande sorgeranno spontanee: dove sono i gruppi paragonabili ai Daft Punk? O gli artisti del calibro di Iggy Pop o di Manu Chao? Il cambia abito e indossa per l'occasione la bandiera tricolore, per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia.L'edizione numero otto (sempre
8 minuti per non fare morire (altri): il capitano Stevens (l'ottimo Jake Gyllenhaal) nel programma top secret su spazio/tempo Source Code, è costretto a rivivere fra cervello ed emozioni più volte l'epilogo della vita di un passeggero su un treno che esploderà entrando a Chicago perché deve scovare