Uno scenario di periferia. Suoni e colori per cambiare i connotati ai palazzoni e un videoclip (clicca qui) che riprende i concetti e l’iconografia grafica dei My Awesome Mixtape.
Il senso di quello che il collettivo Opificio Ciclope ha girato per la band bolognese è questo, e si lega alla perfezione al concept del secondo album di quello che è ormai il gruppo di punta dell’indie-pop italiano. Hearts to land è infatti solo uno dei tasselli che ridisegnano il concetto di urbanità dipinto dalle note di “How could a village turn into a town”.
Il disco è uscito in Italia, Germania, Svizzera e Austria, mettendo a fuoco l’urbanità nel suo significato più puro. Un viaggio attraverso la simbiosi che si instaura tra gli abitanti e la città, in un parallelismo che ha permesso ai villaggi di diventare grandi.
Agglomerati di case, quartieri, persone ed esistenze, tra drammi, imprese, amori e avventure che si cementificano quotidianamente per le strade, tra i vicoli e in ogni altro angolo di luoghi comuni e inconsueti. L’itinerario parte dalla nativa Bologna. Si espande poi per analogia in un’Europa che ha accolto benissimo i My Awesome Mixtape fin dal primo disco, quando la band non aveva ancora ricevuto il giusto compenso in patria.
Il premio del M.E.I. di Faenza arriva per il tour del 2007-2008, mentre l’esordio viene ristampato e distribuito finanche in Giappone. Adesso il complesso è maturato ancora di più.
Melodie delicate, armonie giocose e ritmo coinvolgente sono i capisaldi. Il pop non convenzionale la prospettiva. Le città la fonte d’ispirazione. Il rock il presupposto logico, con tanto di pulsione adolescenziale a fare da carburante per spingersi oltre.