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Distanti, lo erano e forse lo sono anche adesso. Beatrice Antolini, acclamata stella dell'indie rock nostrano e i Velvet, band dal suono indubbiamente più mainstream, con tre Festival di Sanremo nel curriculum e un brano-tormentone come boyband nell'armadio.
Beatrice e i Velvet si sono trovati e hanno dato vita a un brano, Confusion is best, strepitoso e inaspettato. È stato anche oggetto di un contest in cui veniva chiesto agli utenti di indovinare gli autori. Risultato? Quasi nessuno ci ha azzeccato. Abbiamo incontrato Pier (il cantante dei Velvet) e Beatrice in un freddo pomeriggio prima del concerto che segna il loro debutto insieme sul palco il 14 gennaio all'Alcatraz (con Linea 77 e Teatro degli Orrori, tra gli altri).
Per chi siete stati scambiati?
«Toys Orchestra, Marta sui Tubi…di tutto ma mai noi. Anche stranieri, nonostante fosse chiaramente scritto: “Quali artisti italiani cantano in questo brano?”
Confusion is best è molto elettronico, non proprio il vostro genere prediletto..come è nato?
Pier: «Eravamo a Torino, in Casasonica, a mixare l'Ep omonimo e abbiamo avuto la riconferma di quanto sia vivace come città. Sembra che tutti facciano i dj e così ti propongono di remixare i brani. Esci la sera, vai ai Murazzi e respiri un'atmosfera che ti fa venire proprio voglia di cimentarti con l'elettronica».
E l'incontro con Beatrice?
Pier: «È successo, come al solito in queste situazioni, in maniera piuttosto casuale. Così le avevamo chiesto in precedenza se poteva essere interessata a fare la seconda voce nel caso avessimo composto un pezzo del genere e lei è rimasta entusiasta. E la scelta dell'inglese poi è risultata perfetta, come fai a rendere in italiano: “It's Friday rocks o no?”. “Fill streets with parades?” diventa “riempire le strade con gente che balla”'? Non è uguale. L'inglese dà l'idea di questa confusione divertente che è..meglio».
Beatrice: «Io pensavo a un'intepretazione più noiosa (come mio solito): in questo momento di crisi, dalla confusione nascono le idee migliori…».
Pier: «Sì anche… però c'è un'idea molto positiva e rock 'n'roll».
Sono appena usciti i nomi dei cantanti in gara a Sanremo, ci andresti Beatrice? E voi ci tornereste Pier?
Beatrice: «Senza problemi, per quanto riguarda una questione di immagine. Anzi a volte mi sono trovata meglio con artisti o musicisti di area più pop, rispetto a situazioni più “indie”. L'importante è la professionalità delle persone. L'unica perplessità riguarda il fatto che le band non sono mai state supportate tecnicamente nella maniera più adeguata. È più facile per i cantanti singoli ma per i gruppi viene sempre penalizzato il volume di qualche strumento».
Pier: «È verissimo. Io mi sono divertito molto a Sanremo nonostante l'ansia iniziale. Hai una promozione incredibile (soprattutto la prima volta), ad esempio non ci era mai capitato di andare in onda sui tg nazionali prima. Però ora non ci interesserebbe molto, l'abbiamo già fatto, abbiamo altre idee in mente».
I Velvet hanno una biografia ufficiale appena uscita nei negozi “Crollasse pure il mondo” di Fabio Bernabei e un Ep (con altre collabozioni inusuali dai Cor Veleno a Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo) e tu Beatrice cosa hai in mente?
«Tra le altre cose non vedo l'ora che la gente riconosca il fatto che io possa vivere con la musica. Sto faticando da anni e ho avuto le mie soddisfazioni ma se vado a vedere una casa mi viene ancora detto bonariamente: “Lì c'è anche una cantina per la sua passione”. Ecco, basta per favore. È un lavoro , ed è anche una necessità».