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E3 /1

Salta e spara: E3 dixit!

La fiera dei videogames più grande del mondo consolida la leadership di sparatutto e titoli legati al fitness

Be in good shape and have a good aim, ovvero “tieniti in forma e aggiusta la mira”. Potrebbe essere riassunto così il motto del recente E3, la fiera più grande del mondo dedicata ai videogame da poco conclusasi a Los Angeles. A farla da padroni quasi incontrastati sono stati infatti gli sparatutto e i titoli dedicati al fitness, alla danza o in ogni caso al movimento di qualche parte del corpo. In qualche modo è come se i due capisaldi della cultura videoludica fossero una derivazione dei valori apparentemente in voga nella società americana: non si spiegherebbero altrimenti le grida di incitamento della platea ad ogni omicidio virtuale presentato su grande schermo o dell’euforia e dello stupore di fronte ai titoli di ginnastica con cui le console promettono di riportare a forme più contenute una società oversize.
Nei videogame in cui ciò che conta è premere il grilletto gli Usa sono sempre sotto attacco o impegnati a difendere qualche giusta causa, si tratti di andare in Laos o in altre missioni pericolose (Call of Duty Black Ops) o in Afghanistan (Medal of Honor), di salvare l’umanità in una Dubai distrutta da un cataclisma (Spec Ops The Line) o Manhattan da un’invasione aliena tra echi dell’11 settembre (Crysis 3), di esaltare le doti del supersoldato hi-tech del futuro, silenzioso e letale (Ghost Recon Future Soldier) o di esaltare l’assassinio eseguito con maestria e grossolana ironia (Bulletstorm). Non si spiegherebbe, se non in un Paese che ha tra i diritti costituzionali quello di possedere un’arma, la nascita del Gun Club, una specie di associazione degli armaioli virtuali, in cui gli appassionati di gamesbellici possono tenersi aggiornati sui nuovi arsenali o sulle demo dei nuovi sparatutto, acquistando fucili fiammanti che per fortuna sparano solo pixel.
Dall’altro lato abbondano i titoli che invitano ad alzarsi dal divano e muoversi, soprattutto grazie ai passi da gigante fatti dall’hardware, che ha visto il debutto degli strabilianti Kinect di Microsoft e Move di Sony: interfacce che invitano a usare mani, gambe e ogni parte del corpo per muovere il proprio alter ego virtuale nella tv. Da Your Shape Fitness Evolved a EA Sports Active 2, da Get Fit With Mel B a Dance Central e a diversi altri titoli sportivi e di ballo in cui lo scopo è fare piegamenti, saltare, agitare braccia e gambe, sembra di essere tornati al boom dell’aerobica da salotto, solo che al posto del VHS di Jane Fonda, ci sono console per i videogame sempre più sofisticate.
Sarà curioso vedere se in uno dei Paesi con il tasso di obesità più alto del mondo, i videogame riusciranno nell’impresa di applicare una dieta dimagrante collettiva, là dove persino le politiche per la riduzione delle porzioni di Obama ha fallito.

Lino Carambo
mercoledi 14.09.09 18.53
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