
Gli striscioni pro-Cassano esposti ad ogni partita della nazionale di calcio dimostrano, casomai ve ne fosse ancora bisogno, che in Italia, al di là della polemica con Marcello Lippi, tutti si sentono un po’ allenatori: pronti a disquisire di 4-3-2-1 e 4-3-3 il lunedì al bar, a sognare nuovi acquisti, a criticare tattica e schemi di gioco del proprio club di appartenenza. In attesa del patentino, si può iniziare a farsi le ossa con Football Manager 2010, che sotto le mentite spoglie di videogame per Pc/Mac (e Psp) nasconde una simulazione di rara complessità di quelli che sono i compiti del “mister”. Anzi, di più, perché come suggerisce il titolo stesso, la sfida è di diventare manager, ovvero allenatore-dirigente in stile Alex Ferguson, che al Manchester United decide la formazione e le strategie di mercato. A pochi giorni dall’uscita il videogioco conta già un gruppo piuttosto nutrito di appassionati su Facebook . Tutto merito di novità come la simulazione 3D più accurata dei match e l’interfaccia utente più semplice, ma soprattutto di quella capacità di simulare in modo dettagliato i tanti aspetti del mondo del pallone che infiammano gli appassionati: il calciomercato, le tattiche gestite in tempo reale, i rapporti con i media (ci sono anche le conferenze stampa), l’analisi delle partite, eccetera.
“Lo scopo è quello di rendere la simulazione il più realistica possibile sotto ogni profilo, finanziario, tattico, ecc”, ci spiega Miles Jacobson, Direttore degli Studios di Sports Interactive, che da qualche anno ha raccolto il testimone di questo titolo, lanciato nel lontano 1982. “Abbiamo cercato di riprodurre anche aspetti che uno non immaginerebbe mai, come per esempio l’influenza dell’altitudine sulla resistenza fisica dei calciatori”. Ma quali sono gli elementi più complessi da simulare? “Certamente è difficile imitare lo svolgimento della partita in maniera che sembri naturale. Ma a definire le azioni degli atleti dentro e fuori dal campo influiscono non solo caratteristiche fisiche o abilità, ma anche una simulazione della personalità: in questo ci aiuta una fitta rete di collaboratori, 1500 sparsi in tutto il mondo, che ci danno indicazioni sul temperamento e comportamento dei veri calciatori”.
Il bello è che ogni intervento dell’utente crea delle conseguenze in tempo reale: se sposti i centrocampisti sulle fasce la mossa può farti segnare con una squadra arroccata in difesa (o magari farti scoprire troppo) e se critichi un giocatore davanti ai giornalisti questo può anche chiedere di essere ceduto. E se le tue strategie non trovano il supporto della tifoseria, il rischio è di essere licenziato. “Come nella vita, tra i milioni di calcoli effettuati dietro le quinte del gioco, c’è spazio anche per gli eventi inattesi, come gli infortuni, basati su reali statistiche, le condizioni meteo o i cambiamenti societari”. All’aspirante manager il compito di gestirli tutti per trionfare in ogni competizione.
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