Il testo completo dell'intervista a Marco Castoldi, in arte Morgan, è su Max, in edicola dal 4 febbraio.
«Il fatto che me ne vada da X Factor alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La tv è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi»
«Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell'esistere. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì».
«Tornare a X Factor? Solo se accetteranno la mia richiesta: voglio essere sia giudice che direttore artistico. Ma credo che sia una proposta a perdere. Io sono un artista, e quindi ingestibile. Loro non vogliono artisti. Sono gente di potere».
«La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy».
«La droga? Apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. La uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura. Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato? Ne faccio un uso quotidiano e regolare».
«Il suicidio di mio padre? Lasciamolo in pace... Mi dispiace tanto, poverino... è stata la depressione, problemi di soldi. Sicuramente la depressione è nata quel giorno. E anche la mia follia».
«Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta...».
Leggi la replica di Morgan del 2 febbraio
Leggi la rassegna stampa del 3 febbraio
Leggi la risposta del direttore di Max
Negli anni Ottanta/Novanta dei Noriega e degli altri dittatori, Hollywood spediva le forze speciali in missioni supersegrete nelle foreste centramericane, abitate da predators alieni. In The Losers di Sylvain White (da una graphic novel) il commando è in missione in Bolivia (confinante con il
Ci si arriva con l'auto al Colle del Gran San Bernardo. Difficile guardare la strada, perchè attorno è fantastico. Pranzo in quota (2500 m), visita ai cani con la fiaschetta… e, dopo il valico, giù fino a Martigny (CH). Dove la , presenta fino al 21 novembre: NICOLAS DE STAËL. 1945-1955, rassegna
«Se tutti facessimo un po' di silenzio, forse qualcosa potremmo capire», dice Paolo Villaggio nell'ultimo film di (1920-1993) Cambia poco se si ascolta La voce della Luna (1990), o se stessi. Il silenzio è fatto di suoni, colori, disegni e personaggi da favola. Si pensi alla tabaccaia di Amarcord
Morgan Spurlock, l'autore del terrificante film sugli hamburger, Super Size Me, affronta un altro tema di dell'immaginario globale. Bin Laden, il capo supremo di Al Qaeda, in questo documentario viene ricercato in tutti i posti in cui dovrebbe (ovviamente) trovarsi. Il fatto che il film sia uscito
It's not only Rock'n'Roll, Baby! Suona bene. Chi scrive, confonde il Rock coi mirtilli, Mozart e un microchip e trova conforto nel leggere che non ci sia solo Rock'n'Roll. Banale, ma vero. La di Milano presenta fino al 26 settembre le opere di 12 rocchettari che scambiano la grancassa con un