Guarda un frammento dell'opera 2TheSkyMyEnder
Guarda il trailer di Araki tratto dal film Arakimentari
L'installazione è a ingresso libero, alla Triennale di Milano, fino al 14 marzo
"La serie dei cieli di Tokyo o paesaggi vuoti (KuKeiSkyscape), come Araki ama definirli, nasce sei mesi dopo la morte di sua moglie Yuko, scomparsa prematuramente nel 1990 a soli 42 anni. Fotografare il cielo, fu allora una scelta cruciale per Araki, e in quel momento era semplicemente un mezzo per esprimere l’estremo stato di solitudine e desolazione da lui provata alla scomparsa della sua compagna di vita “...come se non ci fosse null’altro da fotografare...”.
I suoi cieli sono immediati e spontanei, incuranti di fili e tralicci che spesso li attraversano, seguono solo il corso di pensieri e sentimenti. Sarebbe stato facile per lui, grandissimo fotografo, catturare luci, forme di nubi, tramonti struggenti, perfette immagini di un appagato narcisismo estetico. Ma Araki è grande anche per la sua modestia ed è per questo che ha sempre evitato “l’arte della fotografia”.
Molti anni dopo, il 2 gennaio 2009, quando gli viene diagnosticato un tumore alla prostata Araki decide di utilizzare la fotografia in modo diverso, come una tela su cui dipingere. Ancora una volta, quindi, a distanza di anni, sceglie di usare le immagini in bianco e nero dei cieli di Tokyo, ma questa volta come sfondi sui quali dipingere, scrivere o incollare immagini, ricordi di un suo universo personale o icone del suo repertorio di fotografo.
Nel video 2TheSkyMyEnder, qui presentato in anteprima europea, il significato del numero 2, simbolo della polarità, metafora della natura duale dell’uomo e della vita, diventa un gioco di parole che Araki usa per spiegare il senso della fotografia e del cielo in questa fase critica della sua esistenza.
La prima è imitazione della realtà e della vita, una realtà contraffatta, quindi secondaria. Il secondo, vera creazione ed espressione delle sue riflessioni , diventa per lui “l’altro cielo”, il suo cielo. Cosi eros e thanatos trovano il loro equilibrio e la fotografia diventa un ponte di luce per arrivare al cielo".
È stata sognata, scritta, disegnata e videogiocata innumerevoli volte, si tratta di Neo Tokyo, una “nuova Tokyo” in cui sono stati ambientati tantissimi fra anime e manga di fantascienza. Dal mitico fumettoAkira, al cartone culto Neon Genesis Evangelion, Tokyo è sempre stata rasa al suolo da un
Davanti al loro obiettivo, un corpo di donna senza vestiti, che si trasforma in arte. Tanti sono i grandi fotografi che hanno piegato la loro arte al racconto del nudo e dell'eros: da Man Ray, raffinato e simbolico, a Helmut Newton, soprannominato “voyeur di ghiaccio”, per la compostezza del suo
Pelle morbida, lineamenti jappo, corpo perfetto. Si chiama Elina ed è appena arrivata in Italia per la prima volta nella sua vita. La ospita, per tutta la durata del salone, e fino al 31 maggio,. Niente da dire: è uno schianto di bambola, come tutte le Love Dolls. Donne di plastica nate dalle mani
Il quartiere più esclusivo di Tokyo ha appena chiuso la sua fiera dello shopping per lasciare spazio a caffè, ristoranti di lusso e ai “girls club”, dove i ricchi giapponesi vanno per farsi adulare da hostess del tipo “parlare e non toccare”. Per strada un gruppo di ragazze si lascia andare a urla
Il quartiere più esclusivo di Tokyo ha appena chiuso la sua fiera dello shopping per lasciare spazio a caffè, ristoranti di lusso e ai “girls club”, dove i ricchi giapponesi vanno per farsi adulare da hostess del tipo “parlare e non toccare”. Per strada un gruppo di ragazze si lascia andare a urla