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Tutti pazzi per il latte crudo

Vi ricordate che acquolina veniva a tutti mentre vedevamo Heidi che beveva dei grandi bicchieri di latte appena munto? Oggi il latte crudo torna sulle tavole italiane

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Avete mai pensato a quanti passaggi fa il latte che compriamo prima di arrivare sulle nostre tavole? Cresciuti con l’immagine di Heidi che ingollava bicchieri freschi di mungitura, magari ci illudiamo che il latte che beviamo sia quasi lo stesso della paffutella montanara. Ma i sogni son desideri, spesso lontani dalla realtà.

Con un occhio sempre attento al consumo responsabile e ormai sedotti dai prodotti biologici, ci siamo lasciati incuriosire da una tendenza che sta conquistando sempre più fruitori attenti e critici verso la distribuzione mainstream. Si tratta del latte crudo, che significa né pastorizzato né sterilizzato né omogeneizzato. Pensate che faccia male? Tutto il contrario. Il latte che non viene sottoposto a tutti i trattamenti tipici è: più ricco di proteine e vitamine rispetto a quello pastorizzato; è ricco di grasso non omogeneizzato, quindi più saporito del latte confezionato; è molto più digeribile perché contiene immutati i componenti del latte (60 enzimi, proteine e probiotici). E non è finita qui.

Il latte crudo biologico proviene da allevamenti sottoposti a rigorosi controlli che garantiscono i requisiti igienico-sanitari imposti dalla legge, viene munto alla stalla, viene filtrato e refrigerato, cioè portato a una temperatura compresa tra 0 e 4 °C e poi distribuito. Può essere venduto solo dal produttore al consumatore, e questo fa capire immediatamente gli ulteriori vantaggi che ne conseguono: abbattimento di costi (in media 1 euro al litro) e il valore aggiunto di un prodotto aziendale a ‘km zero’. Il latte crudo viene venduto sfuso e viene erogato dal distributore automatico, ancora meglio per l’ambiente e per il risparmio se portate la vostra bottiglia. In Italia ci sono 1418 distributori, dislocati in 90 province.

Una volta portata a casa la vostra bottiglia di latte crudo va conservato in frigo e consumato entro 3 giorni. Va bollito a 70° ma alcuni lo bevono anche freddo o scaldato a 40°.

La vendita diretta di latte crudo è un fenomeno in grande espansione. Noi ci siamo incuriositi e siamo andati a vedere con i nostri occhi. Ci siamo addentrati nella sede dell’azienda agricola romana Biolà , dove ad accoglierci e a farci partecipare alla mungitura è stato il proprietario Giuseppe Brandizzi. Che ai nostri microfoni ha spiegato perché bere latte crudo è più sano. E d’improvviso siamo tutti di nuovo Heidi.

Egizia Mondini/Riprese e foto Mirta Lispi
mercoledi 14.09.09 18.53
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