«Se tutti facessimo un po' di silenzio, forse qualcosa potremmo capire», dice Paolo Villaggio nell'ultimo film di Federico Fellini (1920-1993) Cambia poco se si ascolta La voce della Luna (1990), o se stessi. Il silenzio è fatto di suoni, colori, disegni e personaggi da favola. Si pensi alla tabaccaia di Amarcord (1973), o al gran finale di 8 e 1/2 (1963) orchestrato da Nino Rota (film) L'uscita di scena è costruita con artifici spettacolari da un maestro del cinema.
Il MAMbo , di Bologna, celebra il regista riminese con una mostra multimediale (foto, disegni, postazioni audiovideo, manifesti, documenti…), aperta fino al 25 luglio. La rassegna è reduce di un “rodaggio” parigino che lo scorso anno ha portato a Jeau de Paume 450 mila visitatori. Sì che Fellini, è così lontano, nel tempo.La dolce vita (1960) ha compiuto i cinquanta. «Ma perché parli, che lingua parli, tu, di dove sei?», chiede Marcello a una bionda folgorante. «Esquimesa», risponde lei. Nei dialoghi c'è lo zampino di Ennio Flaiano (1910-1972). Sono straordinari, vedi lo spezzone (film), dove convivono gemme del linguaggio, macchiette ben riuscite e donne da capogiro. Figure ritratte dai paparazzi che perlustravano via Veneto, a Roma, fra i tavoli del Cafè de Paris. Un'ex-latteria, trasformata nel palcoscenico delle star da Vittorio Tombolini.
Non tutto Fellini trova sintonia col presente. Certe scene de I Vitelloni (1953) restano memorabili (film) quasi vere, altre meno. Chi è provinciale - io lo sono - non conosce la Gradisca, ma una copia conforme, che bazzicava per il contado. Tutti quanti sognavamo il mitico bacio a Fontana di Trevi. Solo che, la Gradisca di zona era alquanto concreta. Se ne parlava durante il passeggio serale… sempre pronti a conoscerne le rivali. Fellini ci ha stregati, perché da forza e rende allo stesso tempo abbordabile il mondo del cinema. Ne fa un luogo magico, sempre disponibile.
Donal Sutherland, ha impiegato 5 settimane prima di comprendere Federico e recitare Casanova (1976). Ma forse ha ragione Fellini quando dice: «Se fai tutti i passi perché si realizzi una situazione, le cose poi arrivano». È magia del pensiero, però suggestiva.
Trans-a-van-guar-dia. Si consiglia un glottologo per la dizione ottimale. È un termine troppo lungo, faticoso, e ti passa la voglia d'imparare. Pop Art è più facile, più veloce, suona bene e lo dici tutto d'un fiato. L'altra parola, quella lì, è linguaggio per iniziati, gente del mestiere, “quelli
, la rassegna di pittura organizzata (fino al 12 febbraio) dal Whitney museum di New York (USA), non è un evento che farà storia ma racconta la storia dell’arte americana. Presenta quel periodo compreso tra 1920 e 1950 in cui prevalgono due forme espressive: realismo e surrealismo. La prima, è
Dieci chilometri di corsa, non competitiva, attraverso il centro storico di Roma il giorno di San Silvestro: è la We Run Rome organizzata da Nike per i runner romani (e non solo). Un Capodanno alternativo e aperto a tutti, che correrà al ritmo delle tracce create ad hoc da 4 deejay internazionali:
Viene dagli stessi produttori di Appuntamento con l'amore, film corale di storie d'amore di San Valentino. Ebbene, sullo stesso principio è un film corale di storie d'amore legate al Capodanno a New York. Niente a che vedere col cinepanettone, e in fondo la regia è del papà di pretty Woman. Sono le
Uno chef contemporaneo alla riscoperta della cucina rinascimentale. Nel nome di Maestro Martino? “Sta alla cucina come Leonardo da Vinci sta all'arte e alla scienza”.Parola di Carlo Cracco, famoso protagonista dell'alta ristorazione, che mettendo tra parentesi le sue origini venete si sta dedicando