
Devono essere veramente molto bravi i disinfestatori inglesi se un'agenzia immobiliare di Londra ha sentito il bisogno di indire un concorso di architettura volto alla ricerca del miglior designer di hotel a 5 stelle per...insetti e ragni. Si chiama British Land and the City of London Corporation la società che, in coincidenza del 2010 - Anno Mondiale della Biodioversità, ha incoronato come progetto vincente una sorta di riproduzione in scala ridotta dello chalet di Hansel e Gretel dotato di ogni comfort per coccinelle, api e farfalle. Costruito solo con materiali riciclati e rinvenuti nel Cleary Garden di Londra (luogo in cui e' tuttora insediato), l'albergo dei 'beatles' piu fortunati del mondo si compone di fantastiche tettoie di bambu appositamente intarsiate per ospitare comodamente decine di libellule ereditiere, solidissime travi in legno abilmente forate per garantire la privacy delle coccinelle piu' in vista del jet-set d'oltremanica e spaziosissimi mattoni a disposizione delle api piu' facoltose della City.
Degni di nota anche gli altri quattro progetti finalisti disseminati un po' ovunque nel cuore della capitale della terra d'Albione. Non c'e' che dire, l'ennesima lezione di tolleranza che arriva da una delle citta' piu' multietniche del mondo. La citta che fu di Ken Livingston (nonostante l'attuale sindaco sia un conservatore) una volta esaurite tutte le etnie possibili, sperimenta l'integrazione con altre forme di vita, partendo sfrontatamente dalle piu' emarginate e ghettizzate del creato, e che non paga neppure le tasse!
Quella di capodanno, da sempre, non è la notte migliore per ballare, né per mangiar fuori. Negli ultimi anni, però, con la crisi delle disco e della nightlife, i prezzi del 31/12 sono scesi e la qualità del clubbing salita di molto. L'importante è stare con gli occhi ben aperti, e, se possibile,
E se in Italia fosse avvenuto il golpe? Si parla dei tempi di Vogliamo i colonnelli, quando Junio Valerio Borghese ci provava, ma visto dal basso, dal punto di vista di 3 studenti che cantano la ballata del Pinelli e alla fine ascoltano De Andrè. Insomma, siamo a Pisa negli anni Settanta, e tre
Dei 140 film spalmati in ben 16 sezioni-percorsi di Cinema-Festival Internazionale di Roma (compresi assaggi, omaggi, focus su nuovo e vecchio made in UK, restauri e celebrazioni) sono 57 i film italiani di cui 26 (non pochi) documentari. Troppa Italia? Linea politico-editoriale? Prendere meglio
“Stranieri nella propria nazione ma ancora patrioti, stranieri nella propria società, stranieri perché esclusi o marginali rispetto alle scelte del proprio paese, stranieri perché in dissenso con il futuro della propria patria…”. Punta su questa dicotomia molto attuale “Prospettiva 150 - Stranieri
E' coraggioso parlare di Nuova scuola della fotografia siciliana. Si rischia di raccontare un evento, che poi di fatto non c'è. O resta indefinito. Di Scuola parliamo. Qui le tracce non sono del tutto evidenti. Detto ciò, la rassegna è piacevole, e i lavori sono esposti nella , ad Acireale (CA),