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Estate bollente? Fatelo slow!

Ricordate il tormentone "Antò, fa caldo"? Quando il clima è torrido il sesso rischia di risentirne. Per evitarlo, ecco i consigli degli esperti

Quanti hanno sfogliato, qualche giorno fa, le pagine del settimanale tedesco Bild sono rimasti letteralmente a bocca aperta: la notizia di punta, decisamente bollente, era quella di una coppia di Lubecca (Mirja P., 30 anni, sposata, e il suo amante, Robert K., 28 anni) che, durante un amplesso sul davanzale della finestra per sfuggire al caldo, travolti dalla passione hanno compiuto un volo di cinque metri. Incredibile, ma vero.
Per combattere il caldo, spietato fustigatore delle passioni, esistono però delle alternative meno spericolate al “davanzale”. Sessuologi e psicologi confermano che, senza distinzione di sesso, il caldo inibisce gli appetiti erotici, nonostante l’estate abbia un potere decisamente afrodisiaco.
Come conciliare le due forze contrastanti? Innanzitutto sia chiaro il fattore chimico: l’esposizione alla luce solare limita la produzione di melatonina, che favorisce il sonno e inibisce il desiderio sessuale. Gli esperti consigliano poi un bel bagno tiepido e un getto di acqua calda, che rilassa i muscoli e svolge un’azione vaso-dilatatoria, presupposto fondamentale per i rapporti sessuali. Al momento di entrare in azione, poi, assolutamente è d’obbligo non farsi prendere dalla foga: la parola d’ordine, quando il sole colpisce con il suo badile carico di gradi, è “slow sex”.
Un rapporto lento, calmo, rilassato è l’ideale per togliere il freno all’estate, meglio ancora se in aiuto intervengono giochi erotici con cubetti di ghiaccio che, a livello psicologico, stimolano fantasie più “fresche”.
Insomma se il davanzale non fa per voi, usate almeno un po’ di fantasia, senza morire di abitudine. Non è infatti l'infedeltà la causa principale di divorzi e separazioni: lo sostiene l'Associazione Matrimonialisti Italiani (Ami), all'indomani della pubblicazione dei dati dell'Istat sul forte aumento dei divorzi in Italia.
Noia, incapacità di rinnovarsi e trovare nuovi equilibri nella vita coniugale fanno fallire, secondo l'Ami, il 40% delle unioni. Le infedeltà coniugali si collocano invece al 30% e le ingerenze dei suoceri al 20%.

Silvia Nava
mercoledi 14.09.09 18.53
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