Emoziona vederlo manipolare la terra creta (film). L’odore un po’ muffo della materia, si mescola a quello di stracci bagnati, polvere, gesso e ferro arrugginito. Alberto Giacometti (1901-1966), nato in Svizzera ma parigino per adozione, è una leggenda dell’arte moderna. ll maestro compare sulla banconota da 100 franchi (1996) , emessa dalla Banca Nazionale Svizzera. Sull’altro lato c’è: Homme qui marche, una celebre scultura. Quasi volessero dire che Giacometti mette in moto il danaro. E’ vero: nel maggio scorso c’è chi ha sborsato 104,3 milioni di dollari per l’Uomo che cammina.
Una visita alla Fondation Maeght, di Saint Paul de Vence (FR), merita quattro passi nella Provenza. Fino al 31 ottobre, sono in mostra 170 opere fra sculture, pitture, disegni, fotografie… Iavori realizzati fra 1946 e 1966, esposti, venduti o collezionati da Aimè e Marguerite Maeght. La coppia aveva una stamperia a Cannes, a due passi da La Croisette. Conoscevano Pierre Bonnard (1867-1947), il pittore. Questi li presentò a Henri Matisse (1869-1954), poi incapparono in Andrè Breton (1896-1966)… finchè non aprirono una galleria d’arte: 42 rue du Bac, Paris.
Giacometti a Parigi arrivò giovanissimo. Fu allievo di Bourdelle, s’invaghì dell’arte primitiva, del Surrealismo, poi camminò da solo. E lì sta l’impronta indelebile del suo fare. Arte. Su di lui si racconta di tutto: preferiva le battone alla moglie. Di notte voleva la luce accesa e teneva l’oro – lingotti o danaro – “nascosto” tra i calcinacci dello studio. Vero. Lo confermano i libri, o gli amici. Jean Genet (1910-1986), lo scrittore, lo ricorda più strambo, di quella stessa parola, che usava di continuo. Giacometti, nelle interviste, fa notare più volte quanto sia rilevante, rendere la profondità di uno sguardo. Poco importa che un viso sia minuscolo, o “scolpito” nel colore, come quello di Marguerite Maeght. Conta nulla, sia fatto di caccole, graffi e simmetrie, come quello di Diego, il fratello. Giacometti punta, fiuta, e plasma Le Chien, 1951. Lo fa così bene, che non lo scordi… neppure di fronte a un chihuahua!
Remake, remodel, forse restyling: la storia è molto aderente a quella che avete visto in versione svedese: il giornalista d’assalto e di denuncia, rovinato da un'inchiesta, viene chiamato a svelare il mistero di una ragazza sparita nel groviglio di una dinastia di industriali ricchissimi, viziosi,
Hesher è una specie di metallaro che vive clandestinamente in edifici abbandonati e in un furgone. Tatuaggi casalinghi, temperamento abbastanza terribile, mania degli esplosivi, look da chitarrista strafatto. Hesher entra nella vita e nella casa di un bambino borghese e triste, vessato da
Insicura disastrata e disoccupata nel campo della cioccalata trova lavoro come rappresentante presso piccolo imprenditore di fabbrica di cioccolata imbranato e asociale. Lei si prende cura dell'azienda in crisi e lui va in analisi per la sua crisi. Esito: invita lei a cena. In pratica una
Nome: Alessandra Cognome: Carlucci Soprannome: Hollie Nata a Potenza Vive a Milano Guarda il Scrivi sul di Settimio BenedusiIl tratto principale del mio carattere: la forza La qualità che desidero in un uomo: la stabilità, la forza, la sincerità e che sappia farmi ridere La qualità che desidero in
Il molleggiato è tornato e ha qualcosa da dirci. Anzi, da urlarci contro perché il suo ultimo lavoro Facciamo finta che sia vero (che uscirà il 29 novembre per Universal) è davvero «un pamphlet, un grido di rabbia”, per dirla con le parole della moglie Claudia Mori. Potrebbe sembrare la classica