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Twitcritics. Il nuovo passaparola per i film

Il numero di Twitter determina le percentuali di gradimento di un titolo

Come sanno bene a Hollywood, il destino commerciale di un film si decide al debutto: nei primi giorni e comunque mai oltre tre, quattro settimane dall’uscita, una pellicola raccoglie la maggior parte dei suoi incassi. Quando il film continua a guadagnare nel tempo è perché il passaparola tra amici e parenti ha funzionato. Ma se fino a ieri i consigli erano dispensati nelle chiacchiere da aperitivo o nella telefonata all’esperto di turno (“che cosa mi consigli di andare a vedere stasera?”), ora ci si può affidare alla tecnologia: dato che sempre più spettatori, soprattutto negli Usa, sono soliti scrivere su Twitter se un film gli è piaciuto o meno, qualcuno ha pensato di usare tutti questi pareri per ottenere una fotografia dell’accoglienza del pubblico, per di più aggiornata in tempo reale. Così su Twitcritics le minirecensioni aggregate formano la percentuale di pubblico che ha amato, odiato o è rimasta indifferente rispetto a un film. Un esperimento che dimostra il modo interessante e innovativo in cui possono essere usati i milioni di dati immessi in rete (ammesso che il parere della massa abbia un valore di per sé), democratico e trasparente al punto che chiunque può andare a scovare il proprio messaggio e modificarne l’interpretazione fatta dal sito, se questa è scorretta.

Lino Carambo
mercoledi 14.09.09 18.53
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