
Meno di un mese a Natale: la caccia al regalo giusto è cominciata. Difficile, difficilissimo se l’obiettivo è stupirla con effetti speciali: sbagliare è facile e il rischio è dietro l’angolo. Il completo intimo ha una taglia di troppo? Penserà che la vedi grassa. Una taglia in meno? Le stai suggerendo di dimagrire. Idem per l’abbigliamento. Perfino con l’intramontabile gioiello si rischia di cadere nel modello “vecchia zia”. Per di più spendendo un patrimonio. E allora eccola, la soluzione perfetta: low cost e full optional. Ma il bello è che il “modello” da accessoriare sei tu! Trasformarti nell’uomo ideale è il nostro suggerimento per un regalo di Natale di sicuro effetto. Ma a una condizione: dovrai impegnarti sul serio!
L’uomo perfetto, secondo un sondaggio americano, deve essere affascinante come Richard Gere, acculturato e ironico come Woody Allen, irresistibile come Marcello Mastroianni, bello e maledetto come James Dean, ma forte e protettivo come Rocky Balboa. E magari bravo ai fornelli come Ferran Adrià, alla guida come Senna, nel fai-da-te come Mac Gyver.
Ti sembra troppo? Puoi sempre scegliere di puntare tutto su una sola carta, ma imprescindibile: devi essere pre-ve-di-bi-le. Proprio così: l’originalità che ti sei sempre sforzato di sfoggiare alla lunga non paga, almeno secondo quanto sostiene uno studio dell'Università di Exeter pubblicato sulla rivista Biological Reviews. Che tira in ballo nientemeno che le teorie evoluzionistiche.
Per vincere la gara della selezione sessuale, infatti, i maschi di ogni specie utilizzano la concretezza, che nel nostro caso si trasforma in affidabilità. Le donne, in altre parole, preferiscono lasciarsi conquistare da un tipo forte, sì, ma anche piuttosto semplice e poco incline ai colpi di testa, un vero e proprio maschio per tutte le stagioni. Il che, volendo, è un’ottima scusa per liberarsi dall’incubo di doverla sorprendere ad ogni costo. Anche perché sono le donne stesse a rivelare, seppur protette dal’anonimato, che il tormentone del brivido ad ogni costo in realtà è una bufala: quelle che quest’anno sotto l’albero sarebbero realmente felici di trovare, tanto per dire, un giocattolo erotico o un sex toys, in realtà sono solo il 7% (studio condotto on-line da Novamétrie per Twenga).
Molto meglio, assicurano le intervistate, un libro o un elettrodomestico. Incredibile ma vero.
Rob Marshall, Nine è andato in scena per la prima volta a Broadway nel 1982. Perché trarne solo ora un film, che alla fine è un omaggio al grande vecchio cinema italiano, ma che per noi italiani ha qualche stereotipo di troppo? Il mio film è un canto d'amore alla Dolce vita! Girarlo a Roma, con
Alzi la mano chi è stato costretto da bambino a vestirsi per qualche festa di carnevale come se fosse uscito dal selvaggio Far West. Sembra proprio che per la primavera 2010 alcuni stilisti abbiano deciso di tornare a giocare con l'immagine del cowboy e, infatti, camicie di jeans, pelle effetto
Questo è un film sulla prima avventuriera dell'aria americana, la prima celebrity volante, la prima pre-femminista in pantaloni, giubbotto di pelle e capello cortissimo (ovvero: look maschile): Amelia Earharth (1897-1937) fu veramente la prima eroina pop-mediatica americana, fortunata abbastanza da
Perché cominciare il film con un prologo in yiddish, quasi un horror in costume ebraico? Ethan Coen: «Ce lo siamo inventato noi, sulla base dei tanti racconti yiddish con cui siamo cresciuti e dei romanzi di Isaac Singer che stavamo leggendo entrambi, quando abbiamo iniziato a lavorare al film. In