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Home > Hot > Musica > Paola Iezzi: meglio sola

Musica

Paola Iezzi: meglio sola

Abbandonato il look acqua e sapone e il sodalizio con la sorella, ecco la metamorfosi: «posso essere puttana, sposa, strega... quando mi spoglio mi trasformo».

Se la guardi di schiena, Paola Iezzi sembra Maggie Gyllenhaal in Secretary: come minimo devono averle cucito addosso il tubino nero che le strizza la vita. È così attillato che, da laggiù, riesce a farle esplodere il seno sotto la camicia azzurra da segretaria sexy. E le regala una misura in più: «Ho solo la seconda, ma sembra chissà che. Guardami, non sono Maggie». In effetti ha gli occhi neri la metà bruna di Paola & Chiara, ma ormai canta da sola nonostante il fantasma della sorella le tenga compagnia appollaiato su un quadro. Hanno fatto le gemelline per un po’, hanno abitato insieme per un anno, lavorato in simbiosi per 11, frequentato la Cabala mano nella mano. Hanno perfino raccolto i soldi per gli orfani del Malawi con Win the game, l’ultimo disco inciso nel 2007 con la loro etichetta musicale, la Trepertre. Ma ora basta. A 34 anni Paola riappare con Alone, cinque intensi minuti di soul: se Marvin Gaye fosse stato donna avrebbe cantato così? «Questo pezzo non ha alcun obiettivo commerciale: è solo un esercizio di stile». Niente a che fare con Vamos a bailar, il successo internazionale di P&C, ex coriste degli 883 e supporter di Michael Jackson, icone gay, autrici di un video con il bollino rosso (il censurato Kamasutra) che però è stato scaricato un milione di volte dal loro sito. E proprio qui avevano annunciato di volersi ritirare dalle scene. Deve essere cambiato qualcosa, però.
Ma non dovevamo non vederci più?
«Facendo questo mestiere mi è venuta voglia di ritirarmi un giorno sì e l’altro pure. Avrei voluto fermarmi e dedicarmi ad altro: un film, un reportage, l’università. Sai, quando un disco va male pensi di sperimentare altro. Ho anche pensato di fare la fotografa perché non me la sentivo più di vedermi riprodotta nella posa della cantante. Così sono entrata in analisi e, alla fine, ci ho ripensato».
È stato l’analista a indicarti la strada… solista?
«Mi ha aiutato a capire che avevo bisogno di esprimere una parte di me che forse accanto a Chiara non sarebbe mai venuta fuori. Ma soprattutto mi ha dato una mano a uscire da una crisi amorosa che mi stava uccidendo. Dovevo sapere perché mi stavo struggendo così tanto per un uomo e per la fine della nostra storia. È così che ho scritto Alone, il pezzo della rinascita».
Tua sorella come l’ha presa?
«È stata lei la prima a spezzare l’unione con Nothing at all, il singolo che è entrato al n° 2 della classifica dietro solo a Windows in the skies degli U2. Abbiamo creato questo personaggio quasi gemellare, ma dopo 11 anni di carriera parallela è arrivato il momento di esporsi in prima persona».
Per questo hai inaugurato la fase 2 della svolta sexy: ti sei spogliata da sola.
«A 20 anni abbiamo debuttato a Sanremo vestite uguali. Ai tempi eravamo concentrate solo sulla musica, conoscevamo poco il mondo. Eravamo piccole, ingenue, naif. Poi siamo cresciute. Volevamo che anche gli altri se ne accorgessero. Che notassero che siamo belle. A me piace cambiare: sono una ragazza normale ma posso essere anche una puttana, una sposa, una strega. Quando mi spoglio mi trasformo in un’altra».

Continua...

mercoledi 14.09.09 18.53
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