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Mostre e mostri

Red Ronnie: come è nato Rock'n Music Planet

Il rock: storia di una passione che vien da lontano e arriverà a Expo2015

Ho aperto la home page del sito e ho visto il count down del tempo che manca all’apertura della mostra Rock’n’Music Planet in Piazza Duomo. Vedere il tempo che scorre ti ipnotizza. Ogni secondo scandito è qualcosa che hai perso, ma ti avvicina anche ad un sogno. Non avrei mai immaginato, davvero, che un giorno, la mia follia avrebbe avuto l’onore di essere esposta nella piazza più importante d’Italia, quella più razionale, conformista. È una passione nata in solitudine e dalla solitudine. La musica mi ha salvato la vita. …
Quando da piccolo mi avevano messo in un seminario e, privo di ogni calore, la notte cercavo conforto in una radiolina che tenevo di nascosto sotto il cuscino. … Quando stavo nella mia casa, in piena campagna, e chiamavo gli amici mettendo a palla l’amplificatore che mi aveva fatto il mio amico Montarbo. Aveva tanta potenza che i vetri, seppure aperti, vibravano e che i miei amici sentivano dal bar distante 2 Km. e venivano a trovarmi, per passare le notti ad ascoltare musica. …
Quando qualcuno mi disse che si poteva fare una radio, che era permesso e mi ritrovai a scalare una montagna nell’inverno del ’75 per trasmettere da Monte Calvo, perché più si andava in alto più case il segnale raggiungeva. … Poi i giornali, la TV, il successo e la fuga dal successo. La musica c’è sempre stata ed era naturale rispettarla, trattare i dischi con amore per evitare la polvere o le impronte digitali, collezionare le riviste, foto, registrazione, poi le interviste che facevo e, dal 25 aprile 1990 quando comprai in un’asta di Londra la chitarra di Jimi Hendrix, anche cimeli preziosi. Ho sempre cercato di condividere tutto quello che ho avuto con gli amici e così avrei voluto fare con la collezione che aumentava ogni giorno. Ma non ho mai avuto padrini politici e, anche per organizzare una mostra, bisogna averli. Così mi sono sempre accontentato di rendere felici i pochi a cui permettevo di entrare nella mia casa. Sì, perché una volta non c’erano le folli cifre che oggi spendono per questi documenti e la cosa più preziosa, la chitarra di Jimi Hendrix di Woodstock, l’avevo già dovuta vendere. Nel 1992 l’assessore alla cultura di Bologna, Nicola Sinisi, capì tutto e mi diede l’ok per un museo. Ma le elezioni sovvertirono la politica e non se ne fece nulla. In seguito la proponevo ma tutto si arenava.
Poi, il 27 ottobre 2007, ho incontrato Giovanni Terzi, assessore al tempo libero a Milano, in occasione della notte bianca di Piazza Duomo (coincidenze?!?). Gli ho parlato della mia collezione e ho visto i suoi occhi fermarsi un attimo e per uno che corre come una trottola è già tantissimo. Il 2 gennaio 2009 ero a cena a San Patrignano (dove ho mangiato la miglior pizza della mia vita, al kamut) e ho accennato a Letizia Moratti, sindaco di Milano, di questa mia collezione. Con mia sorpresa, lei ha capito tutto al volo. Il 14 febbraio riunione a Palazzo Marino, sede del comune di Milano, dole Letizia esprime ai collaboratori il desiderio di fare la mostra. Giovedì 6 marzo Giovanni Terzi piomba a casa mia già con giornalista e fotografo. Vuole stringere i tempi e partire in luglio. Nel frattempo, il 31 marzo, vinciamo l’Expo2015. Uso il termine “vinciamo” (anche se chi ha vinto l’Expo sono stati soprattutto Letizia e GianMarco Moratti) perché ero a Parigi dove avevo organizzato uno spettacolo per conquistare i voti dei delegati di tutto il mondo, che ci hanno poi preferito a Smirne. Il 10 aprile vado a Milano per fare un sopraluogo alla Fabbrica del Vapore, sede designata della mostra. Arriva Giovanni con la faccia raggiante per l’idea che lo fa quasi delirare: “Non facciamo nessun sopraluogo. Faremo la mostra in Piazza Duomo!”.
Io, Giulia Amato e Nadia Barbatella, le due funzionarie del comune che erano con noi, ci siamo guardati increduli. Sembrava tutta fantasia. Il 16 aprile arriva a casa mia Carlo Sala, un architetto incaricato dall’assessore. Si presenta con una scatola da scarpe con dentro già il mini modellino della mostra. Mi convinco sempre di più che si stanno imbarcando una serie di folli e che non ci mancherà la creatività. Poi, quando occasionalmente incontravo Giovanni, mi prendeva le spalle, mi scuoteva e diceva: “Red, si fa!!”
Io lo guardavo incredulo. Il tempo passava e non avremmo mai rispettato la scadenza di luglio. Finalmente viene identificata la Società che realizzerà la mostra. È la Sicom. L’8 maggio incontro a Milano i due responsabili, Nicola Tolomei e Dino Meneghin, storico campione di basket di quando ero ragazzino. Tutto si sta concretizzando, anche perché Nicola, pur avendo un DNA da artista che gli deriva dal padre Franco Tolomei, jazzista e trombettista famoso, morto di infarto nel 1994 mentre stava suonando… beh, suo figlio Nicola è molto concreto, anche se ha ereditato dal jazz l’improvvisazione che crea varianti sui percorsi ben prestabiliti che si fissa.
In linea con il tema dato all’Expo2015, che è Feed the planet, decido di chiamare la mostra Rock’n’Music Planet Il 27 maggio, in una riunione con Nicola nell’ufficio di Giovanni Terzi che dà proprio sul Duomo, decidiamo che avremmo inaugurato a fine settembre… che poi diventerà 18 ottobre. A questo punto sono iniziati molti “pellegrinaggi” al Roxy Bar di tutti quelli che imbarcavamo in questo viaggio. Arrivavano curiosi e se ne andavano raggianti per ciò che avevano visto, anche se i cimeli e documenti di valore erano nel frattempo finiti in un caveau della banca. Alla fine è arrivato anche Sergio Pappalettera. Era logico affidare tutto il catalogo alla sua “mano”. Troppe volte ho ammirato quello che ha fatto, soprattutto con Jovanotti. 25 luglio, ultima riunione definitiva a Milano, nell’ufficio della Sicom, che nel frattempo ha definito l’accordo con Alfa Romeo come main sponsor. Quel giorno Nicola mi dice che siamo al punto di non ritorno. Ormai dobbiamo andare avanti e la mostra si DEVE fare ad ogni costo.
Agosto… pausa… rumore del mare… Tavolara, l’isola più bella e forte… Al rientro entriamo nel delirio, anche perché io non riesco a lavorare. Il riposo della vacanza mi ha avvolto. Comunque ormai il Rock’n’Music Planet è un treno inarrestabile. Al matrimonio di Jovanotti, Mario Losio mi parla velocissimo di tutti i gadget che dovremmo fare. Ha le idee chiare e, soprattutto, è molto veloce. Con Sergio Pappalettera e Morena decidiamo seduta stante che si occuperà lui di merchandising. Inizia poi il duro lavoro di scegliere il materiale da esporre. Tutti mi spingono a ridurre la quantità, avvertendomi che, pur avendo 800 mq, non riusciranno mai a farci stare tutto quello che sto selezionando. Pappalettera dice più volte che sono un pazzo e che non ce la faremo mai a fare il catalogo, anche perché nel frattempo lui sta preparando la sua mostra personale che ha inaugurato alla Triennale Bovisa il 25 settembre.
In tutto questo c’è il Lodola vagante. Lui da Pavia controlla tutto. Non si muove mai dalla sua tana ma sa tutto e coordina. Erano anni che lo spingevo a fare delle sculture luminose di icone rock, ma la sua pigrizia gli faceva rimandare sempre l’idea. Adesso, sotto la pressione della mostra, è diventato una cosa incredibile. Non si riesce a tenerlo a freno. Ogni giorno mi arrivava una nuova mail con disegni di opere che vuole fare, foto di quelle già fatte e discussioni su chi fare ancora. Vedrete che capolavori di 3 metri saranno in mostra!
Io riesco a ritrovare le forze dopo un periodo di apatia e inizio a sfornare articoli per il catalogo. Faccio le notti al computer con Elisabetta Querci, in perenne diretta via Skype, che corregge in tempo reale quello che butto giù delirante. Qualche volta la inondo di file con interviste e le chiedo di ritagliare i pezzi migliori. Il catalogo diventa sempre più grande. Nicola fa di volta in volta rifare i preventivi. La conferenza stampa avrebbe dovuto svolgersi il 15, giustamente tre giorni prima dell’apertura. Venerdì 3, invece, arriva la notizia che è anticipata al martedì 7, per impegni del sindaco Moratti. Non oso pensare il lavoro della Goigest, ufficio stampa, e della Sicom per organizzare in due giorni tutto. In tutto questo caos… Pappalettera inaugura la sua mostra personale, il 3 ottobre si sposa Giovanni Terzi con Silvia, Luca Beatrice, che sta scrivendo le didascalie di Lodola, è nominato direttore del padiglione Italia alla Biennale di Venezia e Dino Meneghin commissario della federazione basket, come salvatore della patria.
Cominciano ad arrivarmi telefonate sui lavori da venerdì 4: la notte i TIR hanno iniziato a scaricare il materiale per costruire la struttura in Piazza Duomo… Ma allora è tutto vero: si fa! Martedì 7 Lodola arriva tutto emozionato a Palazzo Marino: ha già visto lo scheletro in acciaio della struttura e gli brillano gli occhi. Quando, durante la conferenza lo coinvolgo e gli do il microfono, quasi non riesce a parlare dalla felicità. Anch’io sono incredulo nel sentire accanto a me una raggiante Letizia Moratti che racconta il rock e parla di Hendrix, Woodstock, Presley, John Lennon, Jim Morrison e persino dei Sex Pistols. È chiaro che si sofferma più sull’Africa e sul settore in cui sarà in mostra la musica che ha aiutato le persone. Sembra una bambina felice.
È a questo punto che metto sul tavolo la pesante custodia per estrarre la chitarra a forma di Africa firmata dalle più grandi star del rock. Solo che Letizia si alza per guardarla mentre sto ruotando la custodia e le arriva in testa. Lei sorride e dice: “Volevamo vederla, non sentirla”. Tutti ridono. L’intera conferenza stampa è all’insegna dell’allegria. Siamo coscienti che è qualcosa di rivoluzionario, per il tema e per la “pulizia” che ha accompagnato tutto il percorso di questa mostra. Letizia conferma poi che Rock’n’Music Planet andrà in giro nei paesi e continenti stranieri per poi diventare dal 2015, anno dell’Expo, un museo permanente alla Fabbrica del Vapore. Poi inizia il delirio.
Servizi fotografici, catalogo da finire, colonna sonora da preparare, filmati delle interviste da montare. Morena è alle prese con tutto l’archivio di giornali, foto, locandine di film, poster di concerti, spartiti, riviste storiche, etc. Jessica cerca di coordinare tutti i contatti, le grafiche, le foto. Filo riversa le interviste in digitale e si chiede cosa ne deve poi fare. Non sa ancora che dovrà decidere anche lui i tagli da fare. In questo momento è quasi l’una di notte. Visto che non mi è ancora arrivato via mail il pdf del catalogo, che deve essere consegnato domattina, so che Sergio Pappalettera sta ancora lavorando insieme ai suoi ragazzi dello studio Prodesign. Nicola era partito dall’idea di fare un mini catalogo di guida e invece siamo adesso a 300 pagine. Le sue telefonate sono allarmate e, sia io che Pappalettera, lo tranquillizziamo: “Siamo alla fine, è definitivo”. Glielo abbiamo detto anche ieri, quando stavamo a 220 pagine. Tutte le volte che a mia volta telefono a Sergio mi dice che sono pazzo e che mi debbo fermare…
Non mi sono mai fermato, neppure quando mi sentivo anacronistico perché avevo ideali o mete che nessuno condivideva… Che bei giorni saranno venerdì 17 e sabato 18 ottobre, quando le emozioni del rock avranno l’onore di aprire la porta e trovarsi in Piazza Duomo, davanti a questo monumento così gigante, bianco, luminoso, sulla cui sommità brilla una Madonnina dorata…

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mercoledi 14.09.09 18.53
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