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Ecurie, noto caffè a Brera. Arriva prima Capi, il botolo, trafelato, detto “Inseminator” per la sua attitudine a spopolare con le cagnette. Dopo due metri di guinzaglio spunta lei, Lucilla, basculando sui tacchi, dietro la furia dell’animale, più colorata di una bambola bizantina. Calze verdi pastello, camiciona vintage anni Settanta, borsa da cui rigurgita ogni cosa, sorriso uguale alla borsa.
Di mio, sono impeccabile. Ho gli anelli alle dita e non porto le scarpe a punta quadra, una delle dieci cose che lei odia di più, insieme ai crauti, a Carla Bruni e alle scie di profumo. Esulto in cuor mio quando ordina un calice di vino bianco. Evviva, non il solito succo vegetariano o la centrifuga di carota delle starlette salutiste. Deliziosamente ubiqua, sfuggente. Per via del lieve strabismo di Venere e un po’ perché nella mia retina si sovrappongono lei dal vivo e lei nelle foto perMaxil kilt scozzese, e sapete di cosa parlo (ho sposato una volta una ragazza solo perché indossava quel genere di gonnellino).
Silenziamo Baglioni che si sgola dalle casse in alto e ci sentiamo pronti davanti a un petto di pollo alla griglia. Fila tutto liscio, a parte Capi che quasi sbrana il cameriere quando accenna a portare via il piatto di Lucilla. Che si è appena fatta tre ore di radio in diretta a RMC e sta per infilarsi nelle prove di Academy, il talent show di danza in onda su Raidue.
Fosse per noi parleremmo di teatro e di polvere del palcoscenico tutto il tempo, ma siamo due ragazzi con la testa sulle spalle, sappiamo come va il mondo, il teatro oggi è roba per nostalgici o futuristi.
C’è una questione preliminare da sbrogliare. Su Wikipedia la danno come figlia di Silvano Agosti, noto regista e scrittore, il che però non quadra per mille motivi, a partire dal fatto che Silvano difficilmente metterebbe incinta una donna, se non con una pistola puntata alla tempia. «Un errore. Non so come fare ad avvisare quelli di Wiki. Mio padre tra l’altro si chiama Edoardo, che se poi un giorno venisse a scoprire questa cosa, sai come gli girerebbero le palle…».
Che fa papà Edoardo?
«Un medico che filosofeggia, disegna, anche un po’ pazzo. Simpatico e nichilista allo stesso tempo. Trasparente come un bicchiere d’acqua. Non conosce sotterfugi. Gli assomiglio parecchio».
Il suo papà virtuale, Silvano, sostiene che il lavoro degrada l’uomo.
«Io sapevo che di questi tempi il lavoro “mobilita” l’uomo. Io mi sento molto valorizzata dal lavoro che faccio. Imparo a conoscermi ogni giorno di più».
Sei una che dilaga, si effonde. Televisione, radio, cinema, teatro, internet. Attrice, conduttrice, blogger. Quando ti senti al centro di te stessa?
«Quando recito a teatro. Un amore viscerale. Per chi non sa può sembrare una frase snob, ma mi mancano gli odori del teatro. La polvere. Non posso pensare di vivere senza. Mi manca lo stare insieme al gruppo con cui recito. Sono una che si affeziona molto alle persone con cui lavora».
Non abbiamo cominciato e già mi hai stroncato Baglioni.
«Non è tra i miei venti cantanti italiani preferiti, non è il mio genere. I miei prediletti in assoluto? I Negazione».
Confesso l’ignoranza.
«Un gruppo punk italiano degli anni Ottanta. Testi bellissimi. Sono molta amica di Marco Mathieu, il loro bassista dell’epoca, oggi fa il giornalista. Mi piace moltissimo anche Battiato. Una persona deliziosa».
Sei nata l’8 settembre, giorno dell’armistizio, qualche anno dopo, nel 1978.
«Segno della Vergine, ascendente Leone, influssi tra Bilancia e Scorpione. Istintiva, rompicoglioni, precisina, determinata, non mollo. Sono una che si vergogna quando fa male le cose».
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