
Io scrivo canzoni e loro riscrivono me. Semplice. Del resto Cornelia, nuova sirena del synth-pop contemporaneo, non è un’artista che ama le complicazioni: niente cognome per farsi ricordare, niente fronzoli per far suonare pezzi che hanno il sapore della sua Öland, isola svedese dai grandi spazi aperti.
«I panorami della mia terra sono uno dei motivi per cui ho iniziato a scrivere pezzi – racconta su Myspace – Non posso scrivere se non sono felice, e per esserlo ho bisogno dei miei posti segreti».
Ecco, allora, come si fa a creare un sound tanto etereo: l’elettronica arriva solo dopo ad ossigenare la voce e l’atmosfera. Il risultato sta tutto in Army of Men, il singolo attualmente al decimo posto della club charts inglese tratto da Capsule, album del 2007 che ha segnato l’esordio solista di Cornelia, al secolo miss Dahlgren.
Che ha alle spalle una carriera di tutto rispetto per i suoi 24 anni, gli ultimi dei quali trascorsi a zonzo nel “giardino fiorito della musica”. Dal jazz all’opera, dal pop al rock passando per tutti i generi di elettronica: il suo talento vocale e artistico si sviluppa con i Popshop (How to tango, 2002) prima di spiccare il volo in solitario. E che volo.
Tra il 2006 e il 2007 Cornelia fonda la sua personale indie label, Camp Mozart, e gira l’Europa con Markus Enochson per promuovere l’album Night Games (Sonar Kollektiv).
Intanto trova pure il tempo per continuare la sua attività di attrice e doppiatrice prendendo parte, tra l’altro, allo spettacolare Monster House (2006) targato Spielberg e Zemeckis. Niente male per una “svedese stravagante dalla vita stravagante”.
Foto di Lina Hansson / fromamouth.com
Silvia Nava
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