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l'INTERVISTA

Joakim & The Disco: è ora di radical disco

Back to the wildernessè il nuovo album di Joakim. Pop, rock per una musica "radical disco" che non permette di stare fermi

Il nuovo album di Joakim & The Disco ha un titolo forte, Back to the wilderness, ovvero in italiano tornato (o tornati) in un luogo selvaggio. Inizia bene, con Milky Ways, una cavalcata noise rock disadorna... e continua meglio, col disco pop di Ad me e col rock solo vagamente atonale di Fly like an apple… Il risultato è che in pochi minuti (meno di 51 in tutto) il disco finisce e ci si accorge di aver ballato o almeno mosso la testa per tutto il tempo.

Il band leader in effetti qui suona il synth e quando serve canta, ma è anche un dj capace di remixare gente come Air, Tiga e Royksopp. Potrebbe atteggiarsi a superstar del mixer come i colleghi della premiata ditta Guetta & Sinclar, ma preferisce sperimentare.
«Quando faccio un remix penso solo a far ballare, ma quando suono con la band ho come unico obiettivo la musica… solo che evidentemente un po' della mia passione per il ritmo si sente comunque. La mia musica la definirei radical disco, musica che pur essendo sempre accessibile è anche un po' estrema».

L'11 febbraio suoni con The Disco al Circolo degli Artisti di Roma… Cosa c'è di diverso tra un tuo dj set e un tuo concerto?

«Un dj set è una sorta di dialogo. Faccio una domanda a chi balla, oppure, il contrario, e il risultato è quasi sempre piacevole. Un live è molto più rischioso. Sali sul palco e dai al pubblico tutto quello che puoi, senza sapere minimamente quale sarà la reazione… Non mi piacciono le vie di mezzo, ovvero quei set elettronici che sembrano live ma in realtà sono sempre uguali. Noi dal vivo ci prendiamo dei rischi, ed è giusto che sia così. C'è poi anche una differenza economica, ossia i dj lavorano da soli e guadagnano molto di più, ma non credo sia la cosa più importante».

Suoni da tempo in locali importanti come il Buddha Bar di Jakarta, ma sei piuttosto diverso dai soliti top dj…

«In realtà io sono un musicista che ha iniziato a mettere dischi per promuovere la sua musica. Iniziare è stato facile, visto che compravo un po' tutto quello che usciva. Era la metà degli anni '90, quando stava nascendo il french touch e tutti volevamo far parte della nuova scena. Oggi è tutto diverso e sono diverso anch'io. Se sento un nuovo artista, capisco subito da chi è stato influenzato e soprattutto allora c'erano i promo, che erano rari, oggi si trova tutto in rete. Ma non direi che la situazione è peggiorata, è semplicemente molto diversa».

L'immagine che dai di te è molto simpatica, le tue foto spesso sembrano quelle di un clown.

«È' che sono sempre disperato, per cui dalle foto si vede… no, scherzo. Se non sai essere autoironico, vuol dire che non sei ironico per niente. Noi francesi abbiamo un sense of humor molto sviluppato, io forse lo faccio vedere un po' più di altri, tutto qui».

Altri siti correlati:
www.myspace.com/jimibazzouka
www.parisrockin.it (il festival che porta a Roma il meglio della scena musicale francese)
www.k7.com (il sito della casa discografica di Joakim) http://www.tigersushi.com/site/download/joakim-djset-polaroid-leeds-april08-pt1.mp3 (un dj set di Joakim da scaricare gratis)

Lorenzo Tiezzi
mercoledi 14.09.09 18.53
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