A vederli al mattino nella hall di un grande albergo milanese sembrano una famiglia qualsiasi in vacanza nella capitale della moda. In realtà sono la coppia più bella e più importante, del mondo del clubbing insieme a David & Cathy Guetta. Lei, Anané, ha un fisico da modella e un sorriso dolcissimo. Lui, il mito house Little Louie Vega (Masters at work, Elements of Life, etc), sembra uscito da un fumetto e non si fa mai vedere in giro senza cappello.
Vivono nel New Jersey e hanno pubblicato Anané's World, uno dei dischi dance più piacevoli di questo periodo. Tra l'altro, come da sempre accade per le produzioni di Vega, è musica dance, nel senso che fa muovere, ma è anche piena di sonorità latine, melodie e suggestioni tropicali.
«Ci saranno anche remix per la pista, ma con l’album ci interessava raccontare una storia», riassume Louie Vega. «Il disco l'abbiamo registrato nello studio che abbiamo in casa», continua Anané. «Dentro c'è tutto il mio mondo musicale e pure i cori di nostro figlio Nico, che ha nove anni».
Oltre che musicisti e produttori siete entrambi dj...
Anané: «Ho iniziato cantando, poi grazie soprattutto a Louie ho avuto la possibilità di fare esperienze diverse. Oggi ho la mia label, la Nululu Music e da qualche tempo mixo anch'io. C'è un certo stupore quando dalla console prendo il microfono e canto, o viceversa ed è anche comprensibile. Il mondo dei dj sinora è stato molto maschile. Oggi non più così, ecco tutto».
Louie: «A livello tecnico non le ho mai insegnato niente. Sono molto protettivo nei suoi confronti, ossia cerco sempre di selezionare i locali in cui suona scegliendo solo quelli in cui la nostra musica è apprezzata… Ma ognuno sceglie le sue tracce e ha i suoi trucchi. Io, ad esempio, credo che il Pioneer Dj 2000 sarà una rivoluzione per i dj. Non vedo l'ora di poterlo utilizzare»
Chi lavora di notte come voi, di giorno senz'altro si alza più tardi
Anané: «Noi no! Innanzitutto dobbiamo portare Nico a scuola e poi certe cose si possono fare solo di giorno. Lavoro davvero tanto, ma il fatto di avere il nostro studio facilita le cose».
Louie: «Durante la settimana faccio una vita molto tranquilla, completamente focalizzata sulla musica. O sono in studio oppure negli uffici della Vega Records. I weekend invece li passo a suonare in giro per il mondo».
Al vostro disco ha partecipato Roberto Cavalli, che ha cantato I love to love you baby. Come è nata la collaborazione?
Anané: «Ci conosciamo da tempo e anche lui ha voluto cantare nel nostro studio casalingo, per essere più naturale. E’ arrivato all’aeroporto di sorpresa, abbiamo aperto qualche bottiglia di vino e in un attimo avevamo finito».
Louie: «Mi è venuto spontaneo chiedergli di cantare, cosa che infatti ci ha confessato voleva fare da tempo. Quando parla ha una voce splendida, piena di bassi. L'atmosfera della canzone, ricorda un po' quella di Je t'aime moi non plus cantata dalla coppia Bardot - Gainsburg. Il bello è che era già tutto perfetto dopo la prima registrazione, non ho neppure toccato l'equalizzatore».
Chi si è perso il loro recente tour italiano faccia un salto alla Wmc di Miami, dove saranno protagonisti di diverse serate, oppure passi da New York. Ogni mercoledì Louie suona al Cielo per lo storico party Roots, mentre Anané almeno una volta al mese è guest al Submercer di Soho, la lounge che sta sotto al boutique Hotel Mercer.
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Remake, remodel, forse restyling: la storia è molto aderente a quella che avete visto in versione svedese: il giornalista d’assalto e di denuncia, rovinato da un'inchiesta, viene chiamato a svelare il mistero di una ragazza sparita nel groviglio di una dinastia di industriali ricchissimi, viziosi,
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