Luca Agnelli è un dj in continua evoluzione, che ha fatto della molteplicità di stili il suo marchio di fabbrica.
Dopo tante serate nei più celebri club del mondo, esordisce con una etchetta discografica, Etruria Beat Records, tanti vinili in bilico tra radci house e pulsioni ultratecnologiche.
7 o clock e Very Late ep le prime due uscite, segnate da remix affidati ai talenti più innovativi del panorama internazionale, come Lee Van Downsky e Felipe Venegas, della Cadenza Records
Luca, descrivici il progetto Etruria.
«Etruria vuole proporre un suo sound basato su dischi che lasciano qualcosa all'ascoltatore, un'emozione, un ricordo, un brivido...... House, deep e techno che si incrociano, mantenendo al centro del loro universo creativo il concetto di emozione. Un omaggio alle diversità culturali, che è poi il segno riconoscibile della mia ricerca sonora. Beat solari, tracce dai contorni più evanescenti, incursioni nelle espressioni vocali. Nulla è scontato. Devo sentire, io per primo, la loro forza emotiva sulla pista da ballo»
Perché l'esigenza di fare una etichetta discografica?
«Perchè desidero creare un polo musicale, un filone, una corrente, dove ci si possa riconoscere, che rispecchia i miei gusti, il mio stile. Con l’ambizione di cercare nuovi talenti, nuova musica, pensare anche di dare delle possibilità a chi è in sintonia con me. Vorrei che l'etichetta fosse un gruppo, una famiglia, un collettivo»
A chi si rivolgono i dischi che produrrai?
«Ai dj underground che suonano musica house, deep e tecno»
Sguardo internazionale, naturalmente?
«Certo! produco e collaboro con artisti di tutto il mondo, anche per avere diverse sfumature musicali»
Che caratteristiche deve avere un artista per entrare a far parte del team Etruria?
«Deve essere unico nel senso che deve avere una propria personalità, un proprio suono, deve essere professionale e altamente eclettico»
Quale sarà, secondo te, il suono che segnerà l'estate del 2010?
«Siamo all'insegna dell'house music, con riferimenti agli anni 90, spesso non solo citazioni, ma vere e proprie reedit o remix di pezzi del passato. Ritmi e groove coinvolgenti, suoni piu analogici e meno digitali, qualche spiraglio di voce e un pizzico di melodia»
E quali i luoghi da non perdere , quelli dove si balla (e si ascolta) la musica migliore?
«In italia sicuramente il Guendalina(Santa Cesarea , LE), Echoes (Riccione, RN), Marabù (Giardini Naxos, CT) Ambra (San Teodoro, OT)».
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