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intervista

Vezzali:

Intervista alla campionessa pigliatutto. Alla vigilia della coppa del mondo

Valentina Vezzali è l'atleta italiana più vincente della storia. Pluricampionessa olimpica, da undici anni è al primo posto nella classifica mondiale del fioretto femminile e la prima schermitrice al mondo ad essersi aggiudicata tre medaglie d'oro olimpiche consecutive (Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008), oltre a due ori a squadre (Atlanta 1996, Sydeny 2000). Ha già vinto cinque titoli mondiali e dieci edizioni di Coppa del Mondo. Quest'anno punta all'undicesimo titolo e al Mondiale di Parigi, due tappe di avvicinamento alle Olimpiadi di Londra del 2012. Il 14 febbraio, per il suo 36esimo compleanno e onomastico, Valentina si è regalata la vittoria in Coppa del Mondo a Salisburgo. Sabato 27 febbraio il bis, a Danzica. Una cannibale.

Venerdì 5 e sabato 6 marzo lei e le altre terribili ragazze del fioretto azzurro saranno protagoniste al PalaRuffini di Torino per la Coppa del Mondo - Grand Prix FIE, da quest'anno diventata prova a punteggio maggiorato.

Max ha avuto un incontro esclusivo con Valentina Vezzali, la poliziotta col fioretto. Lei non ha detto “da Max mi farei veramente toccare” (come era successo un anno fa a Porta a porta con il presidente Silvio Berlusconi), ma ha comunque risposto con modestia e brillantezza, sbattendo i suoi occhioni azzurri e vispi.

Testimonial per grandi sponsor e speaker radiofonico, modella in passerella a Milano e starlette sul red carpet di Venezia, ballerina con le stelle. Cosa manca a Valentina Vezzali?
«Mi manca ancora qualcosa in ambito sportivo, per entrare definitivamente nella storia dello sport mondiale. Inseguo il sogno di un oro olimpico individuale a Londra 2012: solo tre persone al mondo hanno vinto quattro Giochi consecutivi. E dopo cinque mondiali individuali, vorrei diventare la prima atleta in assoluto a conquistare il sesto titolo iridato. Ma non solo: da mamma, mi piacerebbe riuscire a trasmettere ai giovani, e a mio figlio Pietro, i grandi valori dello sport».

Il tuo collega olimpionico Salvatore Sanzo, è assessore allo sport della provincia di Pisa per il Pd. Potrebbe esserci un futuro in politica anche per te?
«Io amo lo sport, spero in un domani neanche troppo lontano di poter lavorare sempre in questo ambito e di dare così il mio contributo all'Italia. Magari da ministro dello sport? (ride n.d.r.) Chissà!»

Per adesso ti accontenteresti di portare il tricolore all'Olimpiade di Londra 2012…
«Sarebbe un sogno essere la portabandiera azzurra, ma per ora penso soltanto a prepararmi per i Giochi. Rio 2016? Riparliamone dopo Londra...».

Va bene, allora parliamo della Granbassi: meglio o peggio di te a Ballando con le stelle?
«Meglio, sicuramente, perché fare peggio di me sarebbe stato abbastanza difficile. Al di là della mia imbranataggine nel ballo, sono contenta di avere partecipato al programma perché mi ha dato tantissimo e mi ha fatto diventare più donna. Ripeto: Margherita è molto più brava di me».

Chi è di destra tifa Vezzali e chi è di sinistra la Granbassi?
(ride n.d.r.) «Credo che un atleta debba essere considerato e sostenuto al di là della sua appartenenza politica. Lo sport è super partes, no?”.

Dopo la seconda gravidanza, la Trillini è ritornata in pedana: le tue avversarie non vogliono proprio lasciarti tregua.
«Il mondo dello sport è bello per questo: se si ha ancora voglia e passione bisogna continuare. Io sono contenta di misurarmi con avversarie forti, e più sono e meglio è. E poi vanno di moda le mamme campionesse, il mio idolo è Iosefa Idem. Un mito: a 43 anni ha sfiorato l'oro a Pechino e adesso ha Londra nel mirino. Il mio punto di riferimento è lei».

Sul tuo sito-blog scrivi che gli italiani sono troppo agitati, “sempre pronti a impugnare la spada”, e proponi una “giornata della gentilezza”. Puoi spiegarci meglio?
«Sì, ritengo che il rispetto reciproco e l'etica siano valori importanti. Mi piacerebbe che per un giorno tutti fossero gentili con tutti, non solo con le persone che ti vivono accanto o con gli amici. Non significa abbandonare le proprie posizioni, ma riconoscere agli altri un pizzico della nostra stessa umanità».

Timothy Ormezzano
mercoledi 14.09.09 18.53
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