Martin Leandro Castrogiovanni, per amici e nemici “Castro”, è un pilone da 122 chili, il punto fermo delle mischie azzurre.
Nato in Argentina (ma le sue origini sono italiane) il 21 ottobre 1981, a 20 anni, ha lasciato la sua Paranà per venire a giocare nel nostro Paese (nel Calvisano).
Nel 2002 ha esordito in azzurro (contro gli All Blacks ad Hamilton). Dal 2003 in poi, non ha mai mancato una convocazione. Negli ultimi test match di lusso contro la Nuova Zelanda (eletto “man of the match” a San Siro nonostante la sconfitta) e Sud Africa ha dimostrato di essere indispensabile per la Nazionale allenata da Nick Mallett.
Oggi, milita nelle “Tigri” di Leicester in Inghilterra, club campione in carica…
Il poster che avevi in camera da bambino e quello che metteresti oggi?
Da bambino Michael Jordan perché giocavo a basket, quando vivevo a Calvisano avevo quello di Homer Simpson sul divano, ma l’ho perso.
Se non avessi fatto il giocatore di rugby?
Quando ero bambino volevo fare l’attore, ma non credo ci sarei riuscito.
Il momento più alto e più basso della tua carriera?
Nel rugby ne ho avuti tantissimi, ma mi sono sentito molto bene alla fine del 2009. Il più bello in assoluto rimane quando sono stato eletto miglior giocatore della Premiership (campionato di rugby inglese, ndr) nel 2007. Il momento più basso a inizio del 2009: sono rientrato dall’infortunio e ho ricevuto molte critiche perché dopo otto mesi di inattività, non riuscivo a esprimermi come volevo.
La/Lo sportivo che vorresti conoscere?
Mi piace conoscere e confrontarmi con tutti gli sportivi, ma credo che Maradona sia il mito…
L’ultima canzone che senti prima di una gara?
Peiti Alvares degli Intoxicados, cerco di sentire Se fue al cielo.
Il primo evento sportivo che hai visto dal vivo?
Da bambino andavo sempre a veder giocare il Club Blu Atletico Patronato di Paranà, la mia città di nascita.
La squadra dove ti sarebbe piaciuto giocare?
Da interista, mi sarebbe piaciuto giocare nel Boca Juniors che riuscì a battere il Milan nella Coppa Intercontinentale del 2003.
Hai iniziato a giocare a rugby grazie a…
Ai miei amici di scuola, ci giocavano tutti.
Se potessi cambiare qualcosa nel tuo modo di giocare?
Forse vorrei essere un po’ più veloce, ma sono felice come sono.
Il sogno (sportivo) ricorrente?
Passare la prima fase ai Mondiali 2011 con l’Italia.
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