
Per dire che il 2010 sarà il suo anno ci vuole (anche) un po’ di fantasia e immaginazione. Perché se sei Novak Djokovic e, nonostante i 23 anni d’età, ti sei già abituato a vivere ai piedi del podio del tennis mondiale devi trovare qualche certezza a cui attaccarti.
Nel 2010 Roger Federer, incontrastato primo della classe del circuito Atp, avrà due gemelle da crescere, Rafa Nadal più di un muscolo da gestire dopo gli ultimi anni di spremitura selvaggia.
E così questo potrebbe essere davvero l’anno del figlio prediletto di Belgrado, cresciuto vedendo bombe piovere dal cielo in giornate che sapevano di sabbia e polvere da sparo, chiuso nel ristorante di famiglia sulle montagne serbe.
Dopo due anni e mezzo passati a prendere la targa dei signori del tennis, Djokovic è ormai stanco. Numero 3 del ranking Atp, 16 titoli vinti in carriera, uno solo dello Slam, a Melbourne nel 2008. Dal successo sulla terra di Amersfoort in Olanda il 23 luglio 2006 al trionfo di Parigi-Bercy lo scorso novembre, prima della pausa invernale, Djokovic ne ha fatta di strada, da quando a soli quattro anni iniziò a martellare la pallina deludendo le aspettative iniziali di papà, sciatore professionista oltre che discreto calciatore nel tempo libero.
Il 2010 sarà l’anno di “Nole”, come lo chiamano tutti nel circuito, non solo in campo. Dopo essersi allenato in campo a prendere in giro colleghi vari (su YouTube l’intera collezione), dalla sculettante Maria Sharapova alle nevrosi di Rafa Nadal o di Andy Roddick (fece il verso pure a Fiorello, durante la passata edizione degli Internazionali d’Italia a Roma) è pronto a (ri)lanciarsi come attore e come rockstar.
Una cosa in famiglia. Con il fratellino più piccolo, Dordje (secondo gli esperti talento tennistico non indifferente), sarà protagonista in Serbia di una serie tivù di dieci puntate sulla vita del Re Aleksander Karadjordjevic, il monarca che unì Serbia, Croazia e Slovenia in Jugoslavia dopo la prima Guerra Mondiale e fu assassinato a 54 anni, durante una visita di stato a Marsiglia. Nole vestirà i panni del re adulto, Dordje quelli del monarca in gioventù.
Con l’altro fratello Marko (alla batteria), alcuni amici, e lui al basso è pronto a esordire con la sua rock-band.
Quando gli hanno chiesto il perché, Nole ha risposto semplicemente che era stufo di perdere tempo (e soldi) giocando a golf come Lendl e Sampras, l’altro suo hobby extra-tennistico.
Meglio seguire la strada del rock tracciata da Yannick Noah o dal suo incontrastato idolo John McEnroe nella sua seconda vita post-tennistica. Già in campo, per classe e ironia i due si somigliavano parecchio.
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