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Home > Sport > Sport news > Il proiettile azzurro alla conquista di Vancouver

olimpiadi invernali

Il proiettile azzurro alla conquista di Vancouver

Arianna Fontana, giovane stella valtellinese spuntata a Torino ora è pronta a brillare in tutta la sua luce

Arianna Fontana è uno scricciolo di 161 cm per 55 kg di peso. Ma in pista, quella corta dello Short Track si trasforma in un proiettile. Micidiale. Nata a Sondrio il 14 aprile 1990, a soli 15 anni ha conquistato un bronzo (nella staffetta 3000 mt) alle Olimpiadi di Torino 2006, diventando così l’atleta più giovane di sempre ad aver vinto una medaglia ai Giochi invernali. Chapeau! Oggi, Arianna è cresciuta, e a Vancouver ci va da protagonista. Una conferma (l’ennesima) è arrivata dai recenti Campionati Europei di Dresda, dove l’atleta delle Fiamme Gialle ha conquistato un secondo posto nella classifica generale.
Nella gara dei 1.500 e dei 500 metri si è aggiudicata un doppio oro, mentre è salita sul terzo gradino del podio nei 3000 metri. Un po’ di sfortuna e un sorpasso azzardato nella semifinale dei 1000 mt (conclusa solo in quarta posizione) non le hanno permesso di stravincere il titolo continentale come avrebbe meritato… Max l’ha intervistata.

Come sono state le gare che hai disputato agli Europei?
«È andato tutto bene fino al secondo giorno, se fossi arrivata in finale anche nella gara dei 1000 metri il titolo sarebbe stato mio e invece ho perso il filo e sono caduta. Sono contenta per gli ori che ho vinto, mentre il terzo posto nei 3000 metri non lo considero nemmeno, non vale nulla per me».

Un pronostico per le Olimpiadi?
«Sono un po’ preoccupata perché io e la mia squadra non avremo la possibilità di fare molti allenamenti sulla pista della gara. Ma a me le sfide piacciono e io sono pronta».

Come ti sei preparata?
«La stagione, per noi dello Short Track, comincia a giugno quando si parte con gli allenamenti a secco: bici, corsa, palestra. D’estate, poi, ha aperto il palazzetto di Bormio per cui abbiamo affiancato anche il pattinaggio. Solitamente mi alleno mattino e pomeriggio per un totale di 5-8 ore».

Hai un rito scaramantico?
«Io prima di entrare in pista mi rannicchio tutta. In questo modo riesco a isolarmi da tutto il resto e a concentrarmi al massimo. Analizzo la pista, penso alla gara e agli errori da evitare. Cerco di non accumulare troppa tensione perché essere troppo nervosi non fa mai bene, ti porta via energie».

E nel tempo libero?
«Quando non pattino sono una ragazza come tutte le altre, che ama divertirsi. Mi piace passare del tempo con la mia famiglia, che non vedo mai, poi esco con le amiche, vado a fare shopping o a ballare il sabato sera».

Come concili scuola e allenamenti?
«In effetti non è facile. Mi ero iscritta a un liceo sportivo statale, ma i professori non capivano i miei problemi per cui sono stata costretta a ritirarmi e a cambiare scuola. Ora sono all’ultimo anno del liceo socio-psicopedagogico e ho un po’ di strizza per la maturità».

Navigando su internet ho scoperto che hai un blog che, però, non aggiorni da un anno…
«Era stata un’idea di un amico esperto di computer. Di fatto era lui che mi aiutava ad aggiornare il mio sito e mi spiegava i comandi da utilizzare per farlo. Ma non devo aver imparato molto, da quando lui è partito per gli Stati Uniti non ci ho più rimesso mano. Che peccato».

Gaia Passerini
mercoledi 14.09.09 18.53
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