Giandomenico Mesto, cuore pugliese, un diploma da geometra in tasca e una fidanzata di cui preferisce non parlare, perché la sua vita privata è sacra!
E’ cresciuto nelle giovanili della Reggina dove ha coltivato il sogno di giocare in una delle tre big: Inter, Juve e Milan. A Genova ha trovato il suo ambiente ideale e sta disputando un’ottima stagione.
Il suo futuro lo vede lontano dal mondo del calcio, ma non si sa mai. Intanto, in attesa del Mondiale, incrocia le dita, sperando in un altro successo dei ragazzi di Marcello Lippi…
Con la maglia del Genoa sei il migliore cannoniere dei rossoblù.
«Sì, c’erano Crespo e Floccari che potevano insidiarmi, ma sono stati ceduti... Scherzi a parte, mi è dispiaciuto molto, ma nel nostro lavoro c’è anche questo. Adesso ci attende la parte più dura del campionato: lo sprint finale. Non dobbiamo rilassarci, ma continuare bene come stiamo facendo».
Tre pronostici in una sola domanda: chi vincerà il Mondiale? La Champions? Il Campionato?
«Riguardo al Mondiale, incrocio le dita e dico Italia, anche se so che è molto difficile vincere due Mondiali consecutivi, ma l’organico c’è e la voglia non manca di certo. Per la Champions se guardo l’organico dico Barcellona, ma il Chelsea di Ancelotti potrebbe essere una candidata. Lo scudetto sarà dell’Inter, anche se credo che il Milan le darà filo da torcere fino all’ultima giornata».
Te ne sei andato di casa molto presto per diventare un campione, cosa consigli ai giovani che vogliono diventare calciatori?
«Che servono tanti sacrifici, da parte del calciatore, ma anche della famiglia. Poi con un po’ di fortuna si è ripagati».
Chi è Giandomenico Mesto fuori dal campo?
«Sono un ragazzo come tanti altri: se non avessi sfondato nel calcio avrei continuato gli studi, probabilmente avrei scelto architettura, anche se mia mamma dice che non si farebbe mai costruire una casa da me! Mi piace fare shopping, sono attento alle mode, ma non sono un fashion victim e quando posso vado al cinema».
Molti giocatori sono impegnati in iniziative di beneficenza…
«Ne faccio anch’io, ma preferisco non parlarne. Al Genoa adesso ci stiamo organizzando per Haiti».
Hai qualche amico nel mondo del calcio?
«Tanti, ma “Ciccio” (Francesco Cozza, ndr) per me è come un fratello».
Cosa farai quando smetterai di giocare?
«Intanto spero di smettere da campione, mi piacerebbe fare qualcosa di mio che non ha nulla a che vedere con il mondo del calcio…»
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