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Home > Sport > Sport news > Manuel Pietropoli: l'asso dello snowboard

Olimpiadi invernali

Manuel Pietropoli: l'asso dello snowboard

la nazionale italiana di snowboard ha il volto di pietropoli. «ma più che altro siamo un gruppo di amici...»

È considerato l’asso nella manica della Nazionale italiana di snowboard e l’unico vero rivale dei big americani e scandinavi. Si chiama Manuel Pietropoli e ha 19 anni. Arriva da Desenzano del Garda (Brescia) e sta per affrontare la sua seconda Olimpiade. Secondo gli addetti ai lavori…quella della svolta.

Partiamo proprio dal prossimo appuntamento di Vancouver, ti senti pronto?
«Penso che l’allenamento fatto mi abbia portato a un buon livello. Ho gareggiato e mi sono allenato con i migliori e credo di aver imparato qualcosa di buono. In effetti, a pensarci bene, qualche volta li ho anche messi dietro in classifica…»

Parli della tua vittoria in Coppa del Mondo nell’halfpipe di Bardonecchia 2008?
«Anche! È stata una grande emozione. Vincere a casa propria ti dà un’energia pazzesca. A ogni salto ti sembra di arrivare un po’ più in alto grazie al tifo del pubblico».

La tua specialità è l’halfpipe, chi sono i mostri sacri che incontrerai in Canada?
«Troverò di certo il numero uno: Shaun White, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino, uno che ha vinto tutto almeno un paio di volte e poi lo ha rivinto di nuovo. Ma io non sottovaluterei nemmeno le giovani promesse tra cui Petuu Piiroinen, Iouri Podlavnicoch e Janne Korpi. Gente tosta con cui spesso mi alleno».

Hai già in mente la tua run da medaglia?
«Ci sto ancora lavorando. Le linee guida le ho già in mente ma vorrei arrivare a essere il più preciso possibile scegliendo i tricks migliori».

Il tuo percorso di preparazione alle competizioni incrocia spesso quello dei ragazzi delle altre nazioni?
«Assolutamente sì, c’è grande amicizia tra di noi. Cerchiamo di essere sempre in contatto in qualche modo. Organizziamo insieme le nostre trasferte estive in Nuova Zelanda per allenarci in uno dei park migliori al mondo. Dividiamo la stanza e i passaggi in macchina ogni volta che è possibile».

A proposito di allenamenti, come hai gestito questi ultimi mesi?
«Come sempre ho seguito alla lettera i consigli di Roberto Moresi, il mio allenatore. E’ al mio fianco assieme agli altri amici della nazionale da anni. Devo molto a lui, in molte occasioni è stato capace di darmi il coraggio e l’aiuto necessario per affrontare le sfide più difficili. Per quanto riguarda l’ultimo periodo, abbiamo seguito un programma molto intenso intervallato da parecchi appuntamenti per le gare del circuito TTR e della Coppa del Mondo».

Tu sei considerato da molti l’atleta di punta della nostra Nazionale, com’è il rapporto con gli altri della squadra?
«L’atmosfera che c’è tra di noi ragazzi del freestyle e Roby è stupenda, ci divertiamo un sacco e lavoriamo tanto. Ma mi riesce difficile definirci una Nazionale… diciamo che siamo più un gruppetto di amici che si sta allenando duro per dare il massimo ogni volta che mettiamo la tavola ai piedi».

Tecnicamente cosa vuol dire?
«Tutti i giorni colazione alle 8, arrivo nel park fresato alla perfezione verso le 9 e allenamento in pipe fino all’ora di pranzo. Il pomeriggio lo dedichiamo ai salti e, ogni tanto, anche un po’ di neve fresca non è male».

Mi vuoi dire che non fate altro che allenarvi?
«Assolutamente no, nel post gara si fa festa e ci si ritrova tutti. Ne ho viste di tutti i colori in questi anni. Potrei raccontare per ore. Divertirsi è fondamentale, sia in gara sia fuori».

Cosa consigli a chi aspira a diventare un pro-rider?
«Deve essere pronto a sbattersi parecchio perché in questo sport si è sempre in giro. Una volta che si diventa professionisti, tra gare e allenamenti, a casa ci si va giusto per cambiare la valigia e ripartire. Un’altra cosa: bisogna sempre credere in se stessi, senza arrendersi al primo ostacolo. Nello snow è facile trovarne, da un trick che non riesce a un brutto infortunio. Quindi, sempre decisi e gasati!»

Max Monti
mercoledi 14.09.09 18.53
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