
Prima italiana al mondo a vincere il grande Slam sulla terra battuta del Roland Garros: Francesca Schiavone ha battuto in finale l'australiana Stosur. Sembrava che la tennsta, quasi trentenne avesse già espresso la parte migliore delle sua carriera, anche se lei ripeteva sempre che "il botto, quello grosso, deve ancora arrivare". Aveva ragione: il boom sulla terra rossa di Parigi, 34 anni dopo Panatta. Ed è subito storia, perché mai nessuna italiana aveva vinto una finale di Grande Slam e respirato l'aria rarefatta dell'alta classifica: numero 6 al mondo. .
La sua è la vicenda di una ragazza a priori come tante, cresciuta in una famiglia umile di Milano, quartiere Gallaratese: mamma casalinga, papà tranviere (come Carla Fracci, altra stella milanese). Comincia a giocare sui campi di zona, ora ingoiati dal fenomeno calcetto. Impugna la prima racchetta a otto anni, quando la madre la affida a Daniela Porzio, numero uno d'Italia nel 1953. Lascia i condomini di Via Cilea, per trasferirisi a Brescia, la città di mamma, e succesivamente nei centri federali del Lazio.
Diventa pro nel 1998, appena maggiorenne coi grafi di campionessa italiana under 18. Non ha un colpo suo, ma sa fare tutto. Nel 2002 balza al numero 23 in classifica Wta, ma cede alla capriati ai quarti degli Us Open. Nel 2004 il salto di qualità: a gennaio è la numero 14 al mondo e in estate sfiora le semifinali dei Giochi di Atene. Due anni dopo annusa la top ten piazzandosi all'11mo posto della graduatoria femminile allora un record per il tennis azzurro. Eccoci nel 2006, l'anno della prima Fed Cup, la Davis femminile, griffata Schiavone-Pennetta (impresa bissata nel 2009), il maschiaccio e la top model. Nel 2007 la "leonessa" vince il suo primo torneo Wta, di singolare a Bad Gastein (Austria). Il bis a Mosca nel 2009, l'anno della grande svolta: «ho trovato persone e professionalità giuste nelle strutture federalei: incredibile, ma vero». Il tris a Barcellona nel 2010, quando in finale vince contro la Vinci.
Francesca tiene un diario e scrive poesie. Si ciba di libri, Grisham e Coelho, gli autori preferiti. Ascolta Mina, gli U2 ed Elisa. Si ispira a Nadal, tifa Inter e ama guidare le macchine sportive. Nel 2005, durante una pausa tra un game e l'altro, Striscia la notizia la pizzica mentre avanza e mima delle proposte morbosette al suo compagno seduto in tribuna. Ma adesso, nell'immaginario collettivo, la Schiavone è semplicemente quella del Roland Garros del 2010.
Timothy Ormezzano
Tornano sulle scene e sono arrabbiati, più arrabbiati che mai. Quel che è sicuro è che almeno i Litfiba hanno fatto pace tra loro dopo la rottura del 1998. Annunciata già alla fine del 2009 (nonchè reclamata nel brano di Elio e le Storie Tese), la reunion tra Piero Pelù e Ghigo Renzulli, dopo aver
Le ferie sono finite. Il rientro in città, a volte, è drammatico. Ma, come ogni anno, arriva il , a lenire il trauma da fine vacanze. L'appuntamento all'Idroscalo di Milano è ormai fisso. Da giovedì primo settembre, fino a sabato tre, la rassegna riempie il parco di suoni e colori. Anche quest'anno
L'ansia da Capodanno è nell'aria. Le estetiste sono tutte prenotate, idem i parrucchieri, mentre i negozi espongono in vetrina abiti da sera, palliettes, stiletti tacco 12, lingerie rossa, gioielli, bollicine, calici e vischio. Ogni anno è esattamente la stessa storia, ma in questo momento
BAM! BAM! BAM! “Stavo dormendo sodo D'un tratto ho sentito un biscotto al cioccolato che mi chiamava”. Quando ridi coi Peanuts è sempre così. Non c'è un acme, il sorriso si distende piano piano, inesorabile. Guardi Snoopy che dorme beato sopra - rigorosamente sopra - la sua cuccia. E già la cosa ha
Il 7 dicembre (o giù di lì) inizia la stagione mondana nelle località sciistiche italiane e non. Come si fa a festeggiare, alla faccia della crisi, con gli skipass che costano anche 40 euro al giorno? Non è mica facile. Però le le belle feste Apres Ski non mancano e non bisogna certo essere per