
L'anno scorso la sua Roma non ha bluffato. Era davvero pronta a far saltare il banco. E a rovinare il poker di scudetti consecutivi dell'Inter(più uno assegnato a tavolino). Ma quest'anno, al tavolo verde del campionato, Francesco Totti è pronto a scommettere tutto, ad andare all in.
La metafora pokeristica c'entra eccome, perché il capitano giallorosso è un assiduo giocatore di Texas Hold'em.
Nome in codice Totti10, sulla piattaforma di Partypoker.it
«Sarà una bella lotta per il tricolore: oltre alla mia Roma e ovviamente all'Inter, ci saranno anche Juve, Milan, Napoli e Palermo».
Qualcuno ti cercava al Mundial sudafricano, qualcun altro alle World Series of Pokers di Las Vegas: ma tu dov'eri?
«In vacanza, prima al mare e poi a Parigi con Ilary, Christian e Chanel. Adesso, però, sono tornato e mi sono già messo al lavoro».
Ilary e il poker: non farà mica come la Canalis che non perdona a George Clooney le partite con Matt Damon e Ben Affleck?
«No, lei è più indulgente. Anche perché ha capito che il texas hold'em è un hobby per rilassarmi con i miei compagni, soprattutto Mexes, Menez e Cassetti. Comunque, prima o poi le insegnerò a giocare».
Mexes dice di essere molto più forte di te a carte. Ha ragione?
«Mexes è bravo, è difficile batterlo, ma prima o poi lo spenno. Diciamo che è più facile vincere contro Baptista, Vucinic, Julio Sergio e Cerci».
Esiste un “cucchiaio pokeristico”, una mano con la quale ti piace sbertucciare l'avversario?
«Le carte che più di tutte amo giocare sono 9 e 10 di cuori. Ma il bluff mi affascina molto…»
Tu bluffi su rigore: dagli undici metri c'è più abilità o più azzardo a fare lo “scavetto”?
«È un po' come per il poker: servono tecnica, freddezza e abilità. E, perché no? anche un pizzico di sana follia»
Sempre più calciatori si danno al poker: Gattuso, Chiellini, Vieri, Buffon. Ma chi è il più forte?
«Ovviamente io (ride). Con Vieri mi diverto tanto. Quanto a Giggi…, je faccio er cucchiaio con due 10!»
A proposito: due 10 in gergo a Roma li chiamano “due capitani”. Dov'è l'errore?
«Sbagliano, perché c'è solo un capitano!»
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